Nato, Cina minaccia per la sicurezza comune. Pechino risponde

 

 

Bruxelles, 15 Giugno 2021 –  Dal vertice Nato appena concluso si evince che per la prima volta la Cina è inserita nella lista dei rischi per la sicurezza comune.

Cina e Russia sotto il mirino

I leader dei 30 Paesi dell’Alleanza atlantica hanno mostrato un fronte comuneLa Nato è tornata, più forte che mai, per fronteggiare le sfide sistemiche poste delle politiche aggressive della Cina e le continue violazioni del diritto internazionale commesse dalla Russia.

Il segretario generale, Jens Stoltenberg in una nota: “Le ambizioni dichiarate della Cina e il comportamento assertivo presentano sfide sistemiche all’ordine internazionale basato su regole e alle aree rilevanti per la sicurezza dell’Alleanza. Siamo preoccupati per quelle politiche coercitive che sono in contrasto con i valori fondamentali sanciti dal Trattato di Washington”.

Inoltre: “La Cina sta rapidamente espandendo il suo arsenale nucleare con più testate e un numero maggiore di sofisticati sistemi di lancio per stabilire una triade nucleare. È opaca nell’attuazione della sua modernizzazione militare e della sua strategia di fusione militare-civile pubblica. Sta inoltre cooperando militarmente con la Russia, anche attraverso la partecipazione a esercitazioni russe nell’area euro-atlantica”.

La risposta di Pechino

La risposta della Cina arriva il giorno dopo che il vertice Nato a Bruxelles ha parlato di una “sfida sistemica” posta da Pechino. In un comunicato, l’ambasciata cinese presso l’Unione europea sostiene che questa espressionecalunnia l’evoluzione pacifica” del Paese asiatico. Il quale, in realtà ha, secondo le loro stime, 20 volte meno testate nucleare dei Paesi dell’Alleanza.

Pechino considera esagerate le teorie espresse dagli alleati della Nato sulla “minaccia cinese”. Poi, accusa l’Alleanza atlantica di aver mostrato nelle conclusioni di ieri “una mentalità da guerra fredda creando uno scontro artificiale“.

Nella nota ha chiesto agli alleati di “guardare razionalmente allo sviluppo della Cina. Di smettere di esagerare con le varie forme di teoria della minaccia cinese. E di non usare gli interessi legittimi e i diritti legali della Cina come scuse per manipolare la politica del gruppo“.

 

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