Israele, Netanyahu: «Nessuno ci impedirà di distruggere Hamas»

Roma, 15 Gennaio 2023 – Mentre il conflitto tra Israele e Hamas arriva a quota 100 giorni e il tribunale dell’Aia muove accuse di genocidio ai danni della popolazione della striscia di Gaza, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma che nessuno potrà impedirgli di distruggere Hamas, come riporta anche la Cnn.

 

«Nessuno ci fermerà», afferma il primo ministro, «né L’Aia, né l’asse del male né nessun altro», seguito dal ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant  che ha aggiunto che l’esercito sta combattendo «la guerra più giusta della nostra storia e non si fermerà finché non avrà sconfitto Hamas».

Continuano le incursioni a Gaza

Intanto proseguono i raid israeliani sulla Striscia di Gaza, dove l’esercito, stando al portavoce militare, continua a premere nell’area a Sud, a Khan Yunis dove ha impedito ai miliziani di Hamas di trasportare alcune armi nascoste nei camion. A Gaza City invece all’alba di oggi, Al Jazeera diffonde la notizia che, a seguito di un attacco, 33 persone hanno perso la vita, mentre l’Onu denuncia la difficoltà dei soccorsi poiché mancano le strutture ospedaliere.

Arrestati 25 studenti in Cisgiordania

In Cisgiordania alcuni studenti, circa 25, del campus dell’Università nazionale An-Najah, impegnati nell’organizzazione di un sit-in per protestare contro la guerra, sono finiti in manette. Secondo Al Jazeera, il rettore dell’ateneo ha dichiarato che tutte el comunicazioni intorno e dentro il campus sono interrotte e che gli studenti hanno ricevuto un messaggio con cui l’esercito di Israele gli intimava di arrendersi immediatamente.

Cina propone conferenza di pace

La Cina intanto avanza la proposta di una conferenza di pace internazionale e la promozione di una soluzione a due Stati e lo fa tramite il suo ministro degli Esteri Wang Yi, come dichiarato dallo stesso alla stampa, al termine dei colloqui avuti al Cairo con il suo corrispettivo egiziano Sameh Shoukry. «La comunità internazionale dovrebbe ascoltare le preoccupazioni del Medio Oriente» sottolinea Wang Yi.

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