Ucraina: si inasprisce la battaglia di Severodonetsk

 

 

Roma, 9 Giugno 2022 – La battaglia in corso a Severodonetsk si ritiene giunta ad una fase cruciale. Dalle sue sorti sarà possibile determinare gli esiti del conflitto russo-ucraino. La conquista della città da parte dei russi consentirebbe loro di giungere a un pieno controllo dei territori del Donbass. E di poter continuare l’avanzata, qualora ne avessero l’intenzione, verso il centro dell’Ucraina. Di contro, se gli ucraini riuscissero a contenere l’aggressione, avrebbero la possibilità di bloccare gli occupanti ed eventualmente di allontanare più a est il fronte. In questa maniera si aprirebbe anche uno spiraglio per la possibilità di liberare l’intero territorio ucraino dalla presenza russa.

Il rapporto dell’intelligence britannica parla chiaro. Una parte considerevole dell’esercito russo è concentrato in corrispondenza della città di Severodonetsk. Diversi reparti invece sono impegnati nei pressi di Izyum. Si ricorda che in quest’ultimo centro i russi erano stati bloccati dagli ucraini in aprile. La ripresa dell’avanzata in questa zona rientrerebbe nell’ambito della strategia finalizzata alla presa di Severodonetsk. In sostanza avrebbe lo scopo di distogliere parte delle forze ucraine impegnate nella difesa della città. Oltretutto permetterebbe ai russi di giungere più in profondità a sud, nell’oblast di Donetsk, dove si estende un’altra parte del fronte.

Bombardato nella notte l’impianto chimico Azot

L’esercito occupante ha effettuato ben due bombardamenti nei confronti dell’impianto chimico Azot, a Severodonetsk. All’interno di esso, nei giorni scorsi, avrebbero trovato riparo un migliaio di civili, circa duecento dipendenti e altrettante persone nel tentativo di sfuggire alle offensive russe. Purtroppo, sembrerebbe che si stia ripetendo quanto accaduto nell’acciaieria Azovstal, a seguito dell’occupazione di Mariupol. I russi avrebbero colpito anche due officine, di cui una destinata alla produzione di ammoniaca. Il capo dell’amministrazione regionale di Luhansk, Sergy Gaidai, ha affermato tuttavia che «i russi svolgono tattiche militari primitive: fuoco di artiglieria pesante e poi tentativi di sfondamento. Lo stesso è accaduto a Rubizhne e Popasna».

La disponibilità di armi a lungo raggio consentirebbe agli ucraini di respingere le offensive russe

Lo stesso Sergy Gaidai ha reso noto che qualora i Paesi occidentali rifornissero l’esercito ucraino di armi a lungo raggio l’andamento del conflitto prenderebbe una piega diversa: «Se ci inviassero rapidamente le armi a lungo raggio inizierebbe un duello di artiglieria. La Russia perderebbe ad ovest e i nostri difensori sarebbero in grado di liberare Severodonetsk in due o tre giorni».

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