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Allerta in Germania per i droni spia russi

Berlino, 10 Settembre 2025 – In Germania si moltiplicano i casi di droni spia russi che sorvolano installazioni sensibili e infrastrutture critiche, in particolare nelle Regioni che si affacciano sul Mar Baltico. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati centinaia di voli sospetti: nel mirino non solo basi militari, ma anche terminali di gas naturale liquefatto, ritenuti fondamentali per la sicurezza energetica del Paese.

Lo scorso fine settimana la polizia dello Schleswig-Holstein e della Bassa Sassonia ha fermato e perquisito il mercantile «Scanlark» nella chiusa di Kiel-Holtenau, sospettato di fungere da piattaforma di lancio per droni. Secondo quanto affermato dalla stampa locale, uno di questi velivoli avrebbe fotografato una nave della Marina tedesca. Le ministre regionali dell’Interno hanno parlato di «forte segnale contro le minacce ibride», sottolineando la necessità di una cooperazione rafforzata tra gli Stati federati costieri.

La «flotta ombra» russa

La nave, lunga 75 metri e registrata dal 2006 a Saint Vincent e Grenadine, era partita da Rotterdam e diretta in Finlandia. Non è un caso isolato: numerose inchieste hanno rivelato come Mosca si serva della cosiddetta «flotta ombra». Che sarebbe costituita da vecchie petroliere e cargo utilizzati per aggirare le sanzioni occidentali e potenzialmente in grado di svolgere missioni di spionaggio con droni.

Hans-Jakob Schindler, esperto del Counter Extremism Project, ha definito «del tutto plausibile» l’uso di queste imbarcazioni per attività di intelligence, evidenziando le difficoltà delle autorità tedesche a monitorare ogni singolo mezzo nel Baltico. Le lacune non riguardano solo la sorveglianza, ma anche il quadro giuridico. Si ricorda che la competenza varia tra polizia e forze armate. Quindi se i droni decollano da acque internazionali Berlino non ha strumenti legali per intervenire fino a quando non entrano nello spazio aereo nazionale.

La decaduta proposta di modifica alla legge sulla sicurezza aerea

Il Ministero dell’Interno ha confermato che esistono canali di comunicazione consolidati tra autorità federali, Stati e operatori delle infrastrutture. Tuttavia, ha ammesso la necessità di aggiornare la cooperazione alla luce della minaccia crescente. Una proposta di modifica alla legge sulla sicurezza aerea, che avrebbe permesso all’esercito di abbattere droni in caso di incapacità della polizia, non è mai stata approvata. Konstantin von Notz, deputato dei Verdi, ha accusato i conservatori della Cdu/Csu di aver bloccato la riforma per «calcoli di partito».

Nel frattempo i sorvoli illegali aumentano, sollevando timori su vulnerabilità e ritardi legislativi. Senza strumenti più efficaci, la Germania rischia di restare esposta alle operazioni ibride russe, proprio nelle aree più strategiche per la difesa e l’energia.

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