Giornata mondiale contro Aids: il virus c’è ancora

Bruxelles, 1 Dicembre –  Istituita nel 1988, è stata la prima giornata mondiale della salute. Diventata nel corso degli anni una delle principali ricorrenze per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema.

Onu

«Mentre l’attenzione del mondo è rivolta al Covid 19» – ha scritto il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres – «la Giornata mondiale contro l’Aids ci ricorda che non dobbiamo distoglierci da un’altra pandemia che è ancora tra di noi, quarant’anni dopo la sua apparizione»

«Sappiamo che per mettere fine all’Aids e sconfiggere l’attuale pandemia dobbiamo eliminare stigma e discriminazione, porre le persone al centro e fondare saldamente le nostre risposte sui diritti umani e su approcci basati sull’uguaglianza di genere», ha aggiunto Guterres

Che cos’è

L’Aids è una patologia causata dalla presenza del virus Hiv. Quest’ultimo, infettando in maniera specifica le cellule del sistema immunitario, rende le persone affette più vulnerabili a molte malattie che generalmente, nelle persone sane, non creano particolari problemi. Essere sieropositivi per l’Hiv vuol dire essere entrato in contatto con il virus. Questo però non significa che necessariamente si svilupperà l’Aids. Di fondamentale importanza per evitare che ciò si verifichi, compromettendo così il sistema immunitario, è seguire una terapia farmacologica.

Italia

Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) dal 2012 ad oggi le nuove diagnosi di sieropositività sono diminuite progressivamente. Lo scorso anno sono state poco più di 2.500, per l’80% maschi. Purtroppo però, sintomo di una diversa percezione del pericolo contagio, l’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di età compresa tra i 25 e i 39 anni.

Organizzazione mondiale della sanità

A livello Europeo invece le nuove diagnosi  del 2019, secondo i dati Oms, sono state 136 mila ma per l’80% localizzate nei Paesi dell’Est Europa.

Le cure non  sono per tutti

Soltanto 25 milioni di persone riescono ad accedere e portare avanti in modo continuativo una terapia antiretrovirale capace di abbassare la carica del virus e cronicizzarlo, prevalentemente nei Paesi più sviluppati. Ancora oggi più di 12 milioni di persone non hanno accesso a trattamenti dell’Hiv. Nel 2019 i nuovi contagi sono un milione e settecentomila e quasi settecentomila le morti per malattie e infezioni correlate all’Aids. Il totale delle vittime, da quando è stato riconosciuto nel 1981, è di oltre 35 milioni di persone.

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