Bruxelles, 3 Ottobre 2026 – I leader di 17 Paesi dell’Unione europea hanno inviato una lettera al Taoiseach Micheál Martin, presidente di turno del Consiglio dell’Ue, chiedendo di dare priorità all’agricoltura in vista della revisione del Negotiating Box, il documento che guida i negoziati sul bilancio a lungo termine dell’Unione.
La richiesta arriva mentre i lavori sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2028-2034 entrano in una fase decisiva. Firmano i capi di Stato e di Governo di Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria. Primi firmatari sono la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Romania Nicușor Dan.
Il volume del Negotiating Box
I leader riconoscono che l’Unione affronta un contesto strategico in evoluzione, con nuove sfide e opportunità per un’azione europea comune. Il prossimo Qfp, spiegano, deve rispondere a sicurezza e difesa, competitività, connettività, sicurezza energetica e resilienza, senza sacrificare le politiche basate sui Trattati. «Pertanto, il volume totale stabilito nel Negotiating Box della Presidenza cipriota rimane la base pertinente per far fronte efficacemente a tutte queste esigenze finanziarie», scrivono i firmatari. «Non è il momento per l’Europa di abbassare le proprie ambizioni».
Per i 17 Paesi, Politica di coesione e Politica agricola comune (Pac) sono politiche di lunga data, ma con obiettivi più attuali che mai. Promuovono la convergenza tra Stati membri e Regioni, rafforzano il Mercato unico e sostengono le aree rurali e meno sviluppate. «Contribuiscono inoltre alla competitività e alla sicurezza alimentare dell’Europa, fornendo al contempo un sostegno tangibile a milioni di cittadini europei», affermano i leader.
No a ulteriori tagli
I firmatari chiedono che i finanziamenti complessivi per Coesione e Pac siano preservati nel prossimo Qfp. Secondo la lettera, entrambe le politiche subiscono già riduzioni in termini reali nella proposta della Commissione, nonostante l’aumento complessivo del bilancio europeo. «Un’ulteriore riduzione non modernizzerebbe il bilancio dell’Ue; lo indebolirebbe soltanto e rischierebbe di minare il sostegno pubblico al progetto europeo», avvertono. Le nuove priorità dell’Europa, concludono, richiedono risorse aggiuntive, mentre i fondi per Agricoltura e Coesione devono essere tutelati.
Sul fronte delle entrate, i leader si dicono pronti a lavorare su nuove risorse proprie che allevino la pressione sui bilanci nazionali, purché autentiche, eque, semplici e non regressive. Indicano anche un rimborso più graduale di NextGenerationEU e strumenti di debito europeo limitati e mirati. Infine, chiedono che l’attuale sistema dei rimborsi non trovi spazio nel prossimo Qfp: i contributi nazionali andrebbero valutati anche in base ai diversi livelli di prosperità e allo sforzo relativo richiesto a ciascuno Stato.