Roma, 3 Ottobre 2026 – Sostituzione degli infissi, installazione di schermature solari e caldaie a biomasse: sono alcuni degli interventi inclusi nell’ecobonus, la misura dedicata all’efficientamento energetico degli edifici. Il Governo sta lavorando a un possibile potenziamento delle agevolazioni, mentre l’Enea ha aggiornato le proprie guide tecniche e fiscali.
Il documento dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile riordina i requisiti necessari per accedere alle detrazioni. Allo stesso tempo, offre l’occasione per delineare il perimetro di un incentivo che potrebbe tornare, a breve, al 65%.
Le detrazioni dal 2027
Le indicazioni aggiornate chiariscono il possibile destino delle agevolazioni a partire da gennaio 2027. In base alla normativa attuale, le detrazioni dovrebbero scendere dal 50% al 36% per gli interventi sulle abitazioni principali e dal 36% al 30% per le seconde case.
Il quadro potrebbe però cambiare con la prossima legge di Bilancio. L’applicazione delle nuove clausole di flessibilità legate all’efficienza energetica potrebbe infatti consentire un ritorno generalizzato dell’ecobonus al 65%. Resta invece esclusa dall’agevolazione, a partire da gennaio 2025, la sostituzione degli impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione.
Tra gli interventi agevolati rientra la riqualificazione energetica globale degli edifici. La misura comprende, ad esempio, la coibentazione dell’involucro opaco disperdente, inclusi lavori come il cappotto termico. Sono inoltre previsti interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali, purché riguardino almeno il 25% dell’involucro edilizio. Le opere possono essere abbinate anche a interventi di riduzione del rischio sismico, con il miglioramento di una o due classi. Fino al 2024, queste tipologie di lavori erano incentivate con aliquote comprese tra il 70% e l’85%. Con le regole oggi in vigore, anche tali interventi sarebbero interessati dalla riduzione delle detrazioni. L’eventuale potenziamento del bonus potrebbe però riportare l’aliquota al 65%.
Gli altri lavori coperti dall’ecobonus
L’elenco degli interventi ammessi è più ampio e comprende diverse soluzioni rivolte alla riduzione dei consumi energetici.
Tra queste figurano:
l’installazione di collettori solari termici;
la sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore, categoria nella quale rientrano anche i condizionatori;
la sostituzione con scaldacqua a pompa di calore;
l’installazione di sistemi ibridi, composti da caldaia e pompa di calore gestite da un’unica centralina;
la sostituzione degli impianti con microcogeneratori;
l’adozione di sistemi di building automation.