New York, 1 Ottobre 2026 – Dopo mesi di battaglie legali e incertezze sul futuro dell’industria dell’intrattenimento americana, il via libera definitivo alla maxi acquisizione di Warner Bros Discovery da parte di Paramount Skydance è arrivato. Ad approvare l’accordo raggiunto tra il gruppo mediatico e una coalizione di dodici Stati Usa che avevano inizialmente contestato l’operazione per possibili rischi legati alla concorrenza sul mercato, la giudice federale di Oakland in California, Araceli Martínez–Olguin.
La decisione in merito all’accordo di fusione Paramount–Warner rappresenta un tassello complesso che rimuove l’ostacolo più grande alla fase finale, la nascita di uno dei più grandi conglomerati dell’intrattenimento mai visti fino ad oggi. Il valore dell’operazione infatti è stimato intorno ai 110 miliardi di dollari e unisce sotto lo stesso tetto alcuni dei marchi del cinema, dello streaming e della televisione più influenti.
La fusione
Per superare gli ostacoli e le obiezioni avanzate dai procuratori di New York, Massachusetts e California, contrari all’operazione tra i due colossi, Paramount Skydance ha accettato una serie di impegni vincolanti come l’aumento degli investimenti nella produzione di contenuti: il nuovo gruppo aumenterà le spese di produzione di 300 milioni di dollari l’anno e inoltre dovrà rilasciare nelle sale cinematografiche almeno 30 nuovi film all’anno durante i primi due anni successivi alla fusione con Warner Bros, mentre dal terzo al quinto anno 32 pellicole. Paramount inoltre deve garantire una finestra esclusiva per la distribuzione cinematografica di 45 giorni prima che i film entrino nel circuito on demand. Clausola che tutela le uscite cinematografie messe sotto pressione dalla crescita delle piattaforme di streaming.
L’accordo tra Paramount e Warner prevede anche clausole molto rigide e penali severe nel caso non siano rispettate le condizioni, come ad esempio, la cessione del franchise cinematografico Miramax, tra i più importanti nel panorama hollywoodiano.
Le critiche
Intorno alla fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros non sono mancate polemiche. A guidare il fronte contrario il procuratore della California Ron Bonta secondo cui l’operazione rischiava di ridurre il pluralismo e aumentare l’influenza del nuovo gruppo sul mercato dei media e dell’intrattenimento. Secondo alcuni media dietro la maxi operazione ci sarebbero circa 24 miliardi di dollari provenienti da fondi sovrani di Abu Dhabi, Arabia Saudita e Qatar e finanziamenti giunti dal padre di David Ellison, fondatore di Oracle Larry.