Bruxelles, 30 Settembre 2026 – L’Europa si avvicina a un inverno impegnativo sul fronte dell’energia. Il commissario Ue all’Energia, Dan Jørgensen, lo ha dichiarato a margine del Consiglio informale energia a Dublino: «Non prevediamo problemi di sicurezza dell’approvvigionamento, ma prevediamo prezzi molto alti». Anche senza interruzioni delle forniture, ha osservato, per chi non può permettersi il combustibile l’effetto sarà lo stesso.
La Commissione sta quindi valutando come rendere le norme più flessibili ed efficienti. Tra le questioni esaminate c’è la disponibilità dei carburanti per il trasporto e la loro accessibilità economica: un problema che, secondo Jørgensen, riguarda molti cittadini e incide su gran parte dell’economia.
Al suo arrivo al Consiglio, il commissario ha segnalato difficoltà nell’attuazione della parte del regolamento sul metano relativa alle importazioni. Dopo aver ascoltato la maggioranza dei Paesi Ue, ha incaricato i suoi servizi di valutare un possibile rinvio dell’entrata in vigore di quelle disposizioni. Jørgensen ha precisato che non si tratta «in alcun modo di un passo indietro rispetto alle nostre ambizioni». L’eventuale decisione di procedere spetterà al Parlamento europeo e al Consiglio.
Crisi in Medio Oriente e costi dell’energia
Dall’inizio della crisi in Medio Oriente, ha riferito Jørgensen, i costi aggiuntivi per l’energia hanno superato i 100 miliardi di euro, «senza ricevere nemmeno una molecola in più di gas o petrolio». Per il commissario, la cifra mostra il peso della dipendenza europea dalle fonti energetiche esterne e la necessità di sostituire i combustibili fossili con energia prodotta localmente. In conferenza stampa, ha ribadito che, a mesi dall’inizio del conflitto in Iran, l’Europa affronta ancora una crisi dei prezzi energetici. Ha richiamato gli scarsi progressi sullo Stretto di Hormuz e la persistente volatilità dei prezzi.
Sostegni mirati, nessuna tassa Ue sugli extraprofitti
Di fronte alla crisi, Jørgensen ritiene necessarie misure di sostegno per le fasce della società e dell’economia più colpite, purché «temporanee e ben mirate». Ha invitato i Governi a utilizzare la flessibilità fiscale prevista per gli investimenti nell’energia pulita, ricordando che le risorse pubbliche sono limitate e non vanno impiegate in interventi controproducenti.
Quanto agli extraprofitti delle compagnie energetiche, il commissario ha escluso una tassa a livello dell’Unione. Gli Stati membri possono introdurla a livello nazionale; la Commissione, ha spiegato, è disponibile ad aiutarli a definire regimi conformi al diritto Ue.