Roma, 29 Settembre 2026 – I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) dell’Ufficio Antifrode e del Laboratorio Chimico, hanno completato un piano di interventi sulla distribuzione stradale di carburanti nella Capitale e in provincia. Sono stati eseguiti 68 controlli per contrastare le frodi fiscali, verificare la trasparenza dei prezzi e tutelare la sicurezza dei consumatori.
Qualità del carburante: sequestri e denunce
Il primo filone di attività ha riguardato la qualità e la quantità dei prodotti energetici distribuiti negli impianti. Gli accertamenti condotti a Roma, Civitavecchia e Frascati con il supporto del laboratorio chimico mobile dell’Adm, che ha consentito di analizzare in tempo reale i campioni prelevati. Gli esami sul gasolio hanno rilevato un punto di infiammabilità, o flash point, inferiore al limite minimo di legge, fissato a circa 55 °C. L’anomalia può provocare malfunzionamenti dei motori e cali di rendimento, oltre a comportare rischi per la sicurezza durante la movimentazione del carburante.
Un valore sotto la soglia legale è quasi sempre indicativo di contaminazione o miscelazione fraudolenta. Il gasolio può essere «tagliato» con sostanze più volatili ed economiche, tra cui solventi, idrocarburi leggeri riciclati o benzina, per aumentarne illegalmente il volume ed eludere le accise. Questa fase si è conclusa con il sequestro di oltre 26.100 litri di carburante non conforme e con l’apposizione dei sigilli a quattro cisterne e quattro pistole erogatrici. Cinque responsabili sono deferiti all’autorità giudiziaria per le ipotesi di frode nell’esercizio del commercio e sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa.
Prezzi alla pompa: nove violazioni
Inoltre il secondo filone si è concentrato sulla regolarità delle tariffe e sulla trasparenza del mercato. Le Fiamme Gialle dei Gruppi di Roma, Civitavecchia e Guidonia Montecelio hanno svolto 34 controlli specifici nei confronti degli esercenti, verificando il rispetto della disciplina sui prezzi. Gli accertamenti, quindi, hanno portato alla contestazione di nove violazioni: cinque per mancata trasparenza dei prezzi esposti, una per irregolarità nella tenuta dei registri e tre per omessa comunicazione preventiva dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tramite l’apposita piattaforma informatica. La comunicazione telematica è un obbligo previsto dalla legge per favorire la trasparenza del mercato. Permette ai consumatori di confrontare in modo chiaro e immediato le tariffe applicate alla pompa e mira a prevenire potenziali manovre speculative.