Bruxelles, 26 Settembre 2026 – La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia e altri 17 Stati membri per non aver ricevuto comunicazione del completo recepimento della direttiva sul diritto alla riparazione (Ue 2024/1799). Le lettere di costituzione in mora sono state inviate a Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Svezia.
La normativa punta a rendere più semplice riparare i prodotti anziché sostituirli. I consumatori possono chiedere la riparazione di smartphone, lavatrici e frigoriferi anche dopo la scadenza della garanzia legale. I fabbricanti devono offrire il servizio a prezzi e in tempi ragionevoli, fornendo informazioni chiare. L’obiettivo è aiutare i consumatori a risparmiare, ridurre i rifiuti, prolungare la vita dei prodotti e diminuire le emissioni di gas a effetto serra.
Riparazione degli apparecchi di riscaldamento
Bruxelles ha aperto procedure d’infrazione anche per la mancata comunicazione del pieno recepimento della direttiva delegata (Ue) 2026/74, che estende il diritto alla riparazione agli apparecchi di riscaldamento domestico. Le lettere riguardano Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Finlandia e Svezia. Il termine per recepire entrambe le direttive era il 31 luglio 2026. Gli Stati interessati hanno ora due mesi per rispondere e colmare le lacune. Se le risposte non saranno soddisfacenti, la Commissione potrà emettere un parere motivato.
La posizione del ministero
Fonti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy precisano che l’Italia avrebbe già completato il recepimento della direttiva sul diritto alla riparazione con un decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre 2026. «L’avvio della procedura di infrazione è riconducibile a un mero disallineamento temporale di natura formale, legato ai tempi di approvazione della legge di delegazione europea. L’avvenuto recepimento sarà comunicato alla Commissione europea per consentire una rapida chiusura della procedura», sostiene il ministero.
Emissioni industriali, lettere a tutti gli Stati
La Commissione ha inoltre avviato procedure d’infrazione contro tutti gli Stati membri, Italia inclusa, per la mancata notifica del pieno recepimento della direttiva sulle emissioni industriali e degli allevamenti. Aggiornata nel 2024, la normativa rafforza le regole sulle emissioni, punta a ridurre l’uso di sostanze chimiche pericolose e amplia il proprio ambito di applicazione. Rafforza inoltre i diritti del pubblico e introduce il diritto di chiedere un risarcimento per danni alla salute causati da inquinamento illegale. Il termine per il recepimento era il 1° luglio 2026. Nessuno Stato membro ha comunicato entro la scadenza il recepimento completo. Le Capitali hanno due mesi per rispondere e notificare le misure adottate; in assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà emettere un parere motivato.