New York, 25 Settembre 2026 – Gli Usa concedono all’Ucraina di produrre indipendentemente i missili destinati ai sistemi di difesa Patriot, ritenuti tra gli strumenti più efficaci contro i missili balistici e gli attacchi aerei russi. A rendere nota la notizia lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky tramite un messaggio ai giornalisti che avrebbe ricevuto il benestare dall’inquilino della Casa Bianca, Donald Trump nel corso dell’ultimo incontro tra i due leader.
Sul piano diplomatico, il presidente ucraino ha affermato che Washington avrebbe proposto un incontro trilaterale a livello tecnico tra Ucraina, Russia e Usa, indicando gli Emirati Arabi Uniti come Paese ospitante, anche se al momento non esistono comunicazioni ufficiali in merito all’incontro che, come dichiarato dal portavoce del Cremlino Dmitrij Sergeevič Peskov «potrebbe tenersi a breve, ma non ci sono ancora dettagli».
Cauta la Nato
All’entusiasmo di Kiev ha fatto però seguito l’invito alla prudenza della Nato, con il segretario generale Mark Rutte che sottolinea come i colloqui in merito alle licenze per la realizzazione dei Patriot non siano ancora giunti a conclusione e che comunque i risultati concreti non sarebbero comunque immediati.
In una intervista per Bloomberg, il segretario generale ha infatti spiegato che la produzione dei Patriot richiede tempistiche piuttosto lunghe oltre a infrastrutture industriali dedicate e processi altamente complessi. Per questo un eventuale via libera degli Usa non si tradurrebbe in una immediata disponibilità dei missili per i sistemi di difesa ucraina.
Nuovi bombardamenti
Intanto, mentre cresce la pressione sul fronte tecnologico con le autorità ucraine che denunciano continui attacchi russi ai danni delle infrastrutture informatiche ucraine, non migliora la situazione sul campo di battaglia. A Kiev nella notte un drone ha colpito un edificio residenziale uccidendo un 14enne. Mentre a Odessa almeno due persone hanno perso la vita in seguito ai bombardamenti russi. “Attacchi brutali” commenta Zelensky sostenendo che Mosca si stia preparando a una nuova escalation in vista dell’inverno.
Le autorità filo–russe nella Regione occupata di Zaporizhzhia hanno denunciato un attacco ai danni di un convoglio umanitario diretto a Melitopol causando almeno tre vittime e un ferito. Colpita anche una raffineria di petrolio a circa 1500 chilometri dal confine e uno stabilimento specializzato un produzione di componenti elettronici.