Xi a Washington da Trump per discutere di Taiwan, Ia e dazi

 

Washington, 24 Settembre 2026 – Ha ufficialmente inizio la visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping negli States, dove rimarrà per circa tre giorni, accompagnato dalla moglie Peng Liyuan, dal ministro degli Esteri Wang Yi e da Chi Qi. Ad accoglierlo presso la Joint Base Andrews (intorno alle 23 ore italiane) nei pressi di Washington, Donald Trump in persona, con la moglie Melania, una scelta inusuale per un presidente statunitense nei confronti di un leader straniero. Schierati sulla pista, il picchetto d’onore e alcuni jet Usa da combattimento.

L’incontro tra Xi e Trump giunge a quattro mesi dal precedente faccia a faccia tra i due leader a Pechino e rappresenta il terzo vertice in circa un anno.

Xi: «Partner, non avversari»

«Lieto di effettuare una visita di Stato negli States su invito del presidente Donald Trump. A nome del popolo cinese, porgo i miei più sinceri saluti e i migliori auguri al popolo americano» ha commentato appena giunto sul suolo americano sottolineando come le due siano Nazioni caratterizzate da interessi profondamente intrecciati e che pertanto devono essere partner e non avversari.

L’inquilino dello Zhongnanhai ha ribadito la convinzione che la crescita della Cina e il ritorno alla grandezza americana possano procedere l’una a fianco dell’altra generando così dei reciproci benefici e contribuire alla stabilità globale. Ha inoltre richiamato la necessità di costruire un rapporto basato sula cooperazione imparando a gestire le divergenze senza che queste  possano generare un conflitto.

I dossier

I colloqui alla Casa Bianca si preannunciano intensi, con i due leader impegnati su temi che toccano direttamente la stabilità internazionale come ad esempio l’annosa questione di Taiwan che Pechino ritiene appartenere alla Cina. Secondo alcune indiscrezioni riportate da fonti vicine alla diplomazia cinese, Xi chiederà al Tycoon la sospensione della vendita delle armi e il blocco delle consegne già previste. Obiettivo quello di ottenere una dichiarazione più netta da parte americana contro le prospettive di indipendenza di Taipei, che comunque rimane uno degli alleati strategici nell’area dell’Indo-Pacifico per Washington.

Non solo, tra i temi centrali la questione legata al commercio bilaterale con un focus sulle limitazioni imposte dall’amministrazione Trump alle esportazioni dei semiconduttori e alle restrizioni sulle tecnologie cinesi oltre alla questione sulle terre rare e sull’intelligenza artificiale ritenuta elemento di sicurezza nazionale. O ancora la questione del conflitto in Ucraina e in Medio Oriente.

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