Elezioni in Germania: AfD vince, CDU fuori dal Landtag

Berlino, 21 Settembre 2026 – L’ultimo appuntamento elettorale del 2026 consegna l’immagine di una Germania in trasformazione, sempre più orientata verso ricette radicali per uscire dalla crisi e superare le paure che attraversano il Paese. L’AfD ha conquistato il Meclemburgo–Pomerania Anteriore, secondo Land dell’Est dopo la Sassonia-Anhalt, mentre la CDU, per la prima volta nella sua storia, è rimasta fuori dal Parlamento regionale.

A Berlino, invece, è stata la Linke a imporsi, con Elif Eralp protagonista di una pagina storica. La politica della sinistra radicale punta ora alla guida della Capitale e non nasconde il progetto di espropriare le case.

AfD primo partito nel Meclemburgo-Pomerania

Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’AfD ha ottenuto il 38,2% dei voti, conquistando 32 seggi. La CDU si è fermata al 4,9%, sotto la soglia necessaria per entrare nel Parlamento del Land.

La nuova ripartizione assegna inoltre 29 seggi alla SPD e cinque ciascuno a Die Linke e ai Verdi. Nonostante il primato elettorale, l’AfD resta isolata dalle altre forze politiche e appare destinata a rimanere all’opposizione. L’ipotesi più accreditata per la formazione del nuovo esecutivo è infatti un’alleanza a tre tra SPD, Linke e Verdi, con questi ultimi che hanno già espresso la propria disponibilità a entrare in giunta. Il candidato di punta dell’AfD, Leif-Erik Holm, ha rivendicato il diritto di formare il prossimo Governo regionale. «Naturalmente parleremo anche con tutti gli altri partiti», ha dichiarato all’emittente pubblica ARD, aggiungendo: «Si tratta della popolazione del nostro Land. Vogliamo migliorare la politica». Holm ha inoltre sottolineato che l’AfD del Meclemburgo-Pomerania Anteriore non è sottoposta a monitoraggio da parte dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione e dispone di un «programma conservatore» dedicato a istruzione, economia e sicurezza.

La crisi della CDU e la sfida di Merz

La CDU ha subito pesanti perdite in entrambi i Länder, mentre la SPD ha registrato significativi progressi sotto la guida della presidente del Land, Manuela Schwesig. Di fronte alla doppia debacle del suo partito, Friedrich Merz ha ammesso il «disastro», ma ha escluso qualsiasi ipotesi di dimissioni. «Mi assumo la responsabilità, vorrei portare avanti il Paese», ha dichiarato a sorpresa subito dopo gli exit poll. Secondo Merz, l’antidoto alla durezza dei tempi sono le riforme, che «arrivano». L’AfD ha però subito chiesto conseguenze politiche. «Merz tragga le conseguenze, lo faccia per la Germania. Siamo diventati noi il partito più forte», ha affermato Alice Weidel. «Non siamo noi che vogliamo il cordone sanitario», ha aggiunto Tino Chrupalla.

La governabilità resta quindi la vera sfida della Germania nei prossimi anni. Sempre più spesso vincono partiti che faticano a trovare accordi con le altre forze. Ulrich Siegmund, leader dell’AfD in Sassonia-Anhalt, ha annunciato che entro la fine dell’anno formerà il primo Governo regionale del partito. La sua tenuta, ammesso che riesca nell’impresa, rappresenterà una sfida ulteriore.

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