Roma, 21 Settembre 2026 – Il Bonus Donne prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 650 euro al mese per lavoratrice, con il tetto che sale a 800 euro per le lavoratrici residenti nelle regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno.
Il Bonus Donne 2026 è finanziato con 141,5 milioni di euro nell’ambito del Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027 e riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
Requisiti e modalità di accesso
L’incentivo è rivolto ai datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo, che assumono a tempo indeterminato lavoratrici appartenenti alle categorie considerate svantaggiate dalla normativa. Sono compresi anche i rapporti part-time e le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tramite somministrazione, mentre restano esclusi, tra gli altri, lavoro domestico, apprendistato e lavoro intermittente. Lo sgravio copre il 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, ma non riguarda i premi e i contributi Inail.
La durata dell’esonero può arrivare a 24 mesi per le assunzioni di donne di qualsiasi età che siano prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. Lo stesso periodo massimo si applica alle lavoratrici prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi che rientrano in determinate categorie di svantaggio previste dalla normativa europea. Tra queste rientrano, a determinate condizioni, le giovani tra i 15 e i 24 anni, le persone prive di un diploma di scuola media superiore o professionale, le donne che vivono sole con una o più persone a carico e quelle occupate in settori caratterizzati da una forte disparità di genere. Per alcune categorie di lavoratrici prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi è invece previsto un esonero della durata di 12 mesi. La verifica dei requisiti deve essere effettuata sulla base delle condizioni previste dalla normativa al momento dell’assunzione.
Incremento occupazionale netto e vincoli
Non basta però assumere una lavoratrice appartenente alle categorie previste. L’azienda deve anche rispettare alcune condizioni per poter beneficiare dell’agevolazione. Tra queste c’è il requisito dell’incremento occupazionale netto, calcolato confrontando il numero dei lavoratori occupati nel singolo mese con la media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti. Inoltre, nei sei mesi precedenti l’assunzione, il datore di lavoro non deve aver effettuato nella stessa unità produttiva licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi.
Per ottenere l’incentivo, le aziende devono presentare la domanda all’Inps utilizzando il modulo online disponibile sul Portale delle agevolazioni, l’ex Diresco. Le modalità operative sono state definite dalla circolare Inps n. 57 del 14 maggio 2026.