Meloni: tetto agli studenti stranieri e stop al niqab

 

Roma, 20 Settembre 2026 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’imminente arrivo in Consiglio dei ministri di un provvedimento che introdurrà per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe. La norma dovrebbe prevedere anche l’obbligo, per i genitori degli alunni stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico, di imparare l’italiano e il divieto di burqa e niqab a scuola.

«Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare», ha dichiarato Meloni. Secondo la premier, definire questa situazione integrazione sarebbe «un’altra menzogna», sostenuta da chi vive di ideologia e giudica il sistema scolastico senza confrontarsi direttamente con il problema. «Un bambino deve imparare la nostra lingua, conoscere la nostra cultura, rispettare le nostre regole. È l’unico modo serio di accogliere», ha aggiunto.

Il tetto del 30 per cento

Le nuove regole sulla distribuzione degli alunni stranieri e il tetto del 30 per cento per classe potrebbero arrivare in Consiglio dei ministri già venerdì o, al più tardi, entro una settimana. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara starebbe lavorando al provvedimento da oltre un mese. La misura non dovrebbe riguardare tutti gli studenti con background migratorio, oggi circa 950 mila su una popolazione scolastica complessiva di 8 milioni. Sarebbero esclusi gli alunni con passaporto dell’Unione europea e, in alcuni casi, gli studenti di seconda generazione che già conoscono adeguatamente la lingua italiana.

Gli ultimi dati disponibili, relativi all’anno scolastico 2024/2025, indicano 931.323 studenti con background straniero, pari all’11,6 per cento del totale. La percentuale sale al 13,7 per cento nella scuola primaria, mentre raggiunge il 12,7 per cento nella scuola dell’infanzia, il 12,6 per cento nella scuola secondaria di primo grado e il 9 per cento alle superiori. Circa due terzi degli alunni con background straniero sono di seconda generazione, cioè nati in Italia. Il 44,4 per cento proviene da altri Paesi dell’Unione europea, con la Romania al primo posto. Insieme ad albanesi, marocchini ed egiziani, i cittadini di queste nazionalità rappresentano oltre il 40 per cento della popolazione scolastica non italiana.

Il 65 per cento degli studenti stranieri si trova nelle Regioni del Nord. La Lombardia ospita circa un quarto del totale, seguita da Emilia-Romagna e Veneto. La presenza è invece più contenuta nel Mezzogiorno e risulta maggiormente concentrata nelle periferie delle grandi città e negli istituti tecnici e professionali.

Il limite del 30 per cento era già stato introdotto nel 2010, ma deroghe e mancanza di coordinamento ne avrebbero ostacolato l’applicazione. La nuova legge dovrebbe prevedere la distribuzione degli studenti in tutte le classi della stessa scuola. In assenza di un numero sufficiente di sezioni, interverrebbe l’Ufficio scolastico regionale, con lo smistamento negli istituti vicini.

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