Crisi idrica in Honduras: serbatoi sotto il 26%

 

Tegucigalpa, 17 Settembre 2026 – La Capitale honduregna, affronta una delle peggiori emergenze idriche degli ultimi decenni: i due principali bacini che riforniscono la Città, La Concepción e Los Laureles, sono scesi sotto il 26% della capacità, entrando in una fase di rischio critico.

Secondo l’ultimo bollettino dell’Unità municipale per l’acqua potabile e i servizi igienico–sanitari (Umaps), La Concepción è al 24,84%, mentre Los Laureles è al 25,77%. Le autorità avvertono che, senza piogge significative nelle prossime settimane, la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente, con razionamenti sempre più prolungati. «Se non piove nelle prossime settimane, potremmo arrivare a 12 giorni o più tra una consegna e l’altra», ha dichiarato il sindaco del Distretto centrale, Juan Diego Zelaya, sottolineando la gravità dello scenario.

Il piano del municipio

Per garantire la continuità delle forniture, il municipio ha annunciato l’attivazione progressiva di 41 pozzi di proprietà comunale. Un primo blocco di 15 pozzi entrerà in funzione tra settembre e ottobre, mentre in una seconda fase potranno essere utilizzati anche pozzi privati, previa autorizzazione. La frequenza della distribuzione dipenderà dall’andamento delle piogge e dal livello delle riserve. Alcune zone potrebbero ricevere acqua solo due volte al mese, con la necessità di attivare percorsi alternativi di approvvigionamento per le aree più colpite.

El Niño e la siccità in Centroamerica

La scarsità d’acqua non riguarda solo Tegucigalpa: secondo Zelaya, anche altri comuni del Paese stanno vivendo situazioni simili, in parte a causa degli effetti del fenomeno di El Niño. Descritto come il più intenso degli ultimi 40 anni e sta provocando la peggiore siccità da decenni in Centroamerica, con impatti su agricoltura, allevamento e accesso all’acqua. Un rapporto di Oxfam indica l’Honduras come uno dei Paesi più colpiti nella Regione, con gravi perdite nei raccolti di sussistenza e un crollo nell’accesso all’acqua per le famiglie.

Secondo il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, circa 16 milioni di persone in America Latina potrebbero affrontare carenze alimentari legate a El Niño, con conseguenze che potrebbero protrarsi fino al 2027.

Prospettive e misure straordinarie

Le prossime due settimane saranno decisive: se non arriveranno precipitazioni rilevanti, il municipio potrebbe estendere ulteriormente i razionamenti e ricorrere a misure straordinarie, tra cui l’uso di autobotti e la distribuzione mirata in quartieri vulnerabili. Nel frattempo, Umaps ha già avviato la chiusura temporanea di alcuni punti di rifornimento non essenziali, come il riempitore di Miraflores, per concentrare le risorse sulle reti primarie.

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