Usa minacciano l’Ue: via le preferenze dal bilancio

 

Bruxelles, 16 Settembre 2026 – Gli Usa hanno avvertito l’Unione europea che, se non eliminerà le clausole di “preferenza europea” dal prossimo bilancio pluriennale, sono pronti a mettere in campo contromisure commerciali. La segnalazione emerge da un documento informale inviato ai legislatori Ue e visionato da Euronews, nel quale Washington lega la questione agli acquisti nel settore della difesa.

I Paesi membri stanno discutendo il bilancio a lungo termine dell’Ue per il periodo 2028-2034. Il piano prevede un fondo da 402 miliardi di euro dedicato alla competitività, orientato a favorire la produzione di beni strategici all’interno dell’Unione, inclusi quelli per la difesa. La misura potrebbe di fatto escludere le imprese straniere dai finanziamenti europei, con l’obiettivo dichiarato di tutelare interessi di sicurezza strategica ed economica.

La minaccia americana

Nel documento si legge che, «con un’ulteriore estensione delle misure di preferenza europea nei fondi per la difesa dell’Ue, gli Usa esamineranno tutte le potenziali contromisure, inclusa la possibile revoca delle attuali esenzioni generalizzate Buy American e delle deroghe collegate agli accordi di acquisto reciproco in materia di difesa (Reciprocal Defence Procurement Agreements, RDPA) con 19 dei 27 Stati membri». La legge Buy American impone al Governo statunitense, incluso il Dipartimento della Difesa, di privilegiare i prodotti fabbricati negli Usa per determinate forniture pubbliche; alcune eccezioni sono già previste nel settore della difesa per alcuni Paesi dell’Ue. Il non paper aggiunge che la preferenza europea ostacolerebbe la partnership e la «collaborazione» con gli Usa. Washington invita quindi l’Ue a introdurre un sistema “made with Europe” o, nello specifico ambito della Difesa, “made in Nato”, come alternativa a clausole che di fatto riservano i fondi ai produttori europei.

Tensioni commerciali in aumento dopo il 2025

L’ultimo avvertimento arriva dopo la creazione, nel 2025, del programma Security Action for Europe, un’iniziativa che ha già innescato tensioni commerciali tra Washington e Bruxelles proprio per la preferenza europea negli acquisti congiunti di armi ed equipaggiamenti militari. L’approccio “made in Europe” è promosso anche dalla Francia e dalla Commissione europea in diverse iniziative legislative dell’ultimo anno, pensate per rafforzare l’industria dell’Ue; nel frattempo, i Paesi terzi hanno intensificato il lobbying per evitare di essere esclusi dal mercato europeo.

Usa e Ue sono in forte contrasto sul commercio dall’inizio del secondo mandato Trump, con relazioni scandite da ripetute minacce di dazi e da controversie su normative ambientali e digitali, che la Casa Bianca considera barriere non tariffarie. La Commissione aveva sperato che la conclusione di un accordo commerciale nel luglio 2025 segnasse un passo verso una relazione transatlantica più stabile.

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