Washington, 14 Settembre 2026 – «Chi vince in questo campo (quello dell’Ia, ndr), vince su tutti». Con queste parole il presidente statunitense Donald Trump attacca i critici dell’intelligenza artificiale difendendo la necessità di continuare a investire sullo sviluppo di tale tecnologia.
«Siamo il Paese più avanzato al Mondo» dichiara ai giornalisti, «all’avanguardia rispetto la Cina sull’Ia e francamente voglio che rimanga così perché chi vince in questo campo vince su tutti» sottolinea, liquidando come «forze negative» coloro che chiedono di rallentare «senza averne motivo» o a suo dire, «tirando in ballo scenari che non si verificheranno».
Tra timori e strategie
Mentre il settore tecnologico si divide, Washington osserva con crescente inquietudine. Legislatori chiedono nuove tutele, consapevoli che l’Ia non costituisce più una questione esclusivamente rivolta agli addetti ai lavori, ma anzi un argomento di sicurezza nazionale. Sui rischi legati all’intelligenza artificiale è intervenuto anche l’ex presidente Usa Barack Obama, definendola «potenzialmente pericolosa» nel caso in cui non sia gestita e regolamentata in maniera chiara ed efficace.
Durante un evento per una raccolta fondi, secondo quanto riportato anche dal New York Times, Obama, soprattutto in vista delle prossime elezioni di mid-term previste per novembre, esorta i democratici a lavorare su un programma politico che affronti la questione con un quadro normativo chiaro che preveda strategie precise per affrontare le ricadute economiche e di sicurezza.
Il fronte dei colossi tech: tra prudenza e inquietudine
Le parole del presidente Donald Trump giungono in un contesto complesso dove diversi leader delle cosiddette Big Tech lanciano un appello corale invitando alla cautela sospettando che la corsa a modelli di Ia sempre più potenti rischia di superare la capacità umana di controllarli. Di recente la questione sui rischi legati all’intelligenza artificiale è tornata sotto i riflettori con le dimissioni del ricercatore britannico Jacob Coxon da Antrophic che in un post su X denuncia la corsa tecnologica affermando di non voler prendere parte alla competizione per la creazione di superintelligenze in grado di auto-migliorarsi.
A Varsavia, il movimento Democratism ha organizzato pochi giorni fa una particolare manifestazione per promuovere il dibattito sull’Ia che ha visto circa una trentina di robot manifestare di fronte al Ministero degli Affari digitali per chiedere norme stringenti.