Hsiao Bi-khim a Ventotene: Pechino protesta con l’Italia

 

Ventotene, 12 Settembre 2026 – La presenza è stata mantenuta segreta fino all’ultimo momento. Poi, quando Hsiao Bi–khim, vicepresidente di Taiwan, è riuscita ad arrivare sull’isola di Ventotene, Pina Picierno ha potuto annunciarne pubblicamente la partecipazione. Una visita tutt’altro che ordinaria, che ha provocato immediatamente la reazione della Cina, trasformando la seconda Conferenza europea di Ventotene per la libertà e la democrazia anche in un caso diplomatico internazionale.

La delegazione taiwanese alla Conferenza

Hsiao, numero due dell’amministrazione del presidente taiwanese Lai Ching-te, è arrivata in Italia insieme al ministro degli Esteri di Taipei, Lin Chia–lung. I due hanno partecipato alla manifestazione ideata e promossa dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno. La conferenza, in programma sull’isola pontina il 10, l’11 e il 12 settembre, riunisce dissidenti, attivisti, esponenti politici e personalità provenienti da diversi Paesi. Tra gli ospiti annunciati figurano anche Yulia Navalnaya, Sviatlana Tsikhanouskaya e la premio Nobel per la pace Oleksandra Matviichuk. «Nessuno, e neanche la Cina, può decidere chi può o non può parlare qui», ha dichiarato Picierno annunciando la presenza di Hsiao. La vicepresidente del Parlamento europeo ha spiegato che la partecipazione della dirigente taiwanese era stata mantenuta segreta proprio per proteggerne il viaggio.

La presenza di Hsiao a Ventotene assume un rilievo particolare anche per il suo profilo politico. Vicepresidente dal maggio 2024 al fianco del presidente Lai Ching-te, in precedenza è stata rappresentante di Taiwan negli Stati Uniti ed è oggi una delle figure più note della diplomazia taiwanese. Pechino l’ha inserita nella propria lista di esponenti considerati sostenitori dell’indipendenza dell’isola e l’ha sottoposta a sanzioni. Per una dirigente taiwanese di questo livello, i viaggi in Europa restano rari.

L’iniziativa arriva in una fase nella quale Taiwan cerca di rafforzare i rapporti con l’Europa, mentre aumentano le tensioni tra Bruxelles e Pechino su commercio, sicurezza e rapporti della Cina con la Russia.

La reazione di Pechino e la posizione italiana

Il Governo di Taiwan ha confermato che Hsiao era stata invitata dagli organizzatori della Conferenza di Ventotene. La visita è particolarmente delicata perché Taiwan e Italia non intrattengono relazioni diplomatiche ufficiali e perché Pechino considera l’isola parte integrante della Repubblica popolare cinese. Il ministero degli Esteri cinese ha comunicato di avere presentato «solenni rimostranze» all’Italia e all’Unione europea. La portavoce Mao Ning ha accusato le autorità del Partito democratico progressista taiwanese e alcuni politici europei di cercare deliberatamente visibilità internazionale, definendo questo comportamento «spregevole» e destinato al fallimento.

Il Governo italiano mantiene però ufficialmente le distanze. Secondo fonti a conoscenza della visita, il ministro degli Esteri Antonio Tajani non incontrerà la delegazione taiwanese. Non risultano previsti neppure incontri a Palazzo Chigi, poiché Hsiao si trova in Italia per partecipare a una manifestazione promossa dalla vicepresidente del Parlamento europeo e non per una visita ufficiale organizzata dal Governo italiano.

Roma, come quasi tutti i Paesi dell’Unione europea, non riconosce diplomaticamente Taiwan come Stato indipendente. Italia e Taiwan mantengono tuttavia uffici di rappresentanza nelle rispettive Capitali, rapporti economici e commerciali significativi e collegamenti aerei diretti. Anche l’Unione europea applica la propria “One China policy”, riconoscendo il Governo della Repubblica popolare cinese. Allo stesso tempo, Bruxelles considera Taiwan un partner democratico e mantiene con Taipei relazioni economiche e politiche non diplomatiche.

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