Ceuta, decine di migliaia in piazza a Madrid per la sovranità

 

Madrid, 3 Settembre 2026 – Decine di migliaia di persone si sono riunite mercoledì in plaza de Cibeles, a Madrid, per sostenere la città di Ceuta, in una mobilitazione inserita in una giornata di proteste organizzata in concomitanza con la festa ufficiale dell’enclave spagnola. La convocazione ha chiesto di difendere la sovranità della città autonoma e ha messo in discussione la gestione del Governo di fronte alla crisi migratoria scatenata dall’ingresso quasi simultaneo di circa 80.000 migranti a luglio.

La manifestazione, inizialmente pensata come atto della Federación Española de Municipios y Provincias (FEMP), ha assunto un marcato carattere politico. Secondo la Delegación del Gobierno, circa 50.000 persone hanno preso parte alla protesta, durante la quale erano esposti striscioni in difesa di Ceuta e scanditi slogan contro l’Esecutivo. Tra i presenti figuravano il leader del Partido Popular, Alberto Núñez Feijóo, il presidente di Vox, Santiago Abascal, la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, e il sindaco di Madrid, José Luis MartínezAlmeida. Nel corso dell’atto è stato letto un manifesto a difesa della “spagnolità” di Ceuta e dell’integrità territoriale della Spagna. La mobilitazione è stata una delle tante svoltesi in 260 comuni spagnoli nel corso della giornata, con cittadini arrivati da diversi punti della Comunità di Madrid.

Il contesto

La protesta si svolge a più di un mese dall’ingresso massiccio di migranti a Ceuta, avvenuto il 30 e 31 luglio, eventi che hanno provocato forte tensione nell’enclave e mantenuto aperto il dibattito politico sulla gestione della crisi e sui rapporti con il Marocco. La manifestazione coincide inoltre con le polemiche per un rapporto del Centro Nacional de Inmigración y Fronteras (Cenif) su quegli eventi. Secondo quanto pubblicato da El Español, il documento include 32 fotografie di agenti marocchini, in uniforme e in borghese, identificati durante l’ingresso massiccio e indicati per il loro possibile ruolo di coordinamento sul terreno. Il rapporto sostiene che alcuni agenti avrebbero indirizzato le persone che attraversavano la frontiera e che alcuni individui in borghese mostravano atteggiamenti di leadership e coordinamento.

Tuttavia, il direttore generale della Polizia, Francisco Pardo, ha successivamente riferito al ministro dell’Interno, Fernando GrandeMarlaska, che non esiste alcun rapporto di polizia che attribuisca alle forze di sicurezza marocchine la pianificazione o l’esecuzione dell’ingresso massiccio.

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