Iran attacca basi Usa in Giordania: escalation dopo raid

 

Teheran, 31 Agosto 2026 – L’Iran ha dichiarato di aver condotto attacchi contro posizioni militari statunitensi in Giordania, segnando una nuova fase di escalation nel conflitto che dura da sei mesi con Washington. I Guardiani della Rivoluzione di Teheran hanno affermato di aver colpito con missili balistici due basi aeree militari Usa nel Paese alleato di Washington, provocando pesanti danni. Poco dopo l’annuncio iraniano, l’esercito giordano ha reso noto di aver intercettato otto missili, senza precisarne la provenienza.

Raid americani su Larak e giustificazioni Usa

Gli attacchi iraniani sono arrivati dopo che domenica gli Stati Uniti avevano reso noto di aver colpito lanciatori di razzi iraniani sull’isola di Larak, una piccola isola nello Stretto di Hormuz. Washington ha spiegato che i propri raid miravano a impedire all’Iran di gettare nuove mine navali nello stretto, pochi giorni dopo aver annunciato di aver completato la bonifica degli ordigni esplosivi in questa rotta marittima strategica.

Il Comando Centrale Usa ha scritto su X: «Le forze statunitensi hanno intrapreso un’azione limitata e mirata contro le unità posa-mine dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC) che rappresentavano una minaccia imminente nello Stretto di Hormuz. I Guardiani hanno riferito che i raid americani hanno provocato «vittime e che il successivo attacco contro la Giordania è avvenuto in risposta all’aggressione aerea Usa».

Lo scambio di colpi è avvenuto poco dopo il compimento di sei mesi di guerra tra i due Paesi, proprio in una fase di attenuazione delle ostilità. «Nelle ultime settimane il presidente statunitense Donald Trump e la sua amministrazione hanno dato priorità allaguerra economica” rispetto ai raid militari contro l’Iran». La decisione è arrivata in un contesto di forti pressioni interne e internazionali per porre fine a una campagna militare inizialmente pensata come breve, ma che si è protratta per mesi senza che se ne intraveda la conclusione.

Mercati in tensione: petrolio e borse

Le Borse asiatiche sono scese lunedì, dopo che le dichiarazioni dai toni aggressivi del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh hanno spinto gli investitori ad aumentare le scommesse su un rialzo dei tassi statunitensi. Intanto i prezzi del petrolio sono aumentati in seguito a una nuova escalation della guerra. La lotta della Fed contro l’inflazione è ostacolata dalla guerra tra Usa e Iran, che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio. Dopo essere scesi per buona parte della scorsa settimana, oggi i prezzi sono tornati a impennarsi ed entrambe le principali quotazioni del greggio sono salite di oltre il 2%.

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