Roma, 30 Agosto 2026 – È pronta la norma per istituire il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati con figli a carico, non assegnatari dell’abitazione familiare. Il contributo coprirà ½ dell’affitto, fino a un massimo di 6mila euro annui, per un arco di tre anni.
La misura rappresenta uno strumento concreto di supporto per quelle famiglie monogenitoriali che, a seguito di separazione o divorzio, si trovano a dover affrontare la doppia sfida del mantenimento di un’abitazione autonoma e degli obblighi economici verso i figli.
60 milioni in tre anni: le stime del Mit
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fa sapere di aver inviato al Ministero dell’Economia e delle Finanze una nota per sbloccare i fondi e far partire quanto prima il contributo. «Dalle stime, avrà una prima platea di almeno 5mila beneficiari già nei prossimi mesi. La misura, voluta fortemente dal ministro Matteo Salvini, prevede 60 milioni in tre anni per supportare i genitori separati o divorziati attraverso il pagamento del 50% delle spese di affitto per la casa, fino a un massimo di 6mila euro l’anno.
L’investimento governativo mira a intercettare una fascia di popolazione particolarmente vulnerabile dal punto di vista economico e abitativo, garantendo stabilità residenziale anche nell’interesse superiore dei minori coinvolti nelle dinamiche di separazione coniugale.
I requisiti
Rientreranno tra i possibili beneficiari i genitori che hanno almeno un figlio a carico, sono in regola con i versamenti di mantenimento e registrano un reddito annuo entro i 35.000 euro. “Non sarà utilizzato l’Isee come parametro ma l’Irpef. Troppo spesso infatti, quando l’ex abitazione viene assegnata all’altro genitore, chi rimane senza casa va incontro a una serie difficoltà economiche che la norma punta a mitigare, anche nell’interesse dei bambini coinvolti”, osserva il Mit in una nota. Il legislatore ha scelto di privilegiare il parametro Irpef rispetto all’Isee per semplificare l’accesso al beneficio e ridurre gli oneri burocratici a carico dei richiedenti, accelerando così le procedure di erogazione del contributo.
Per usufruire del sostegno occorrerà un regolare contratto di affitto e la mancanza di possesso di altri immobili nel raggio di 50 km dalla vecchia abitazione. Il contributo non sarà cumulabile con altri sussidi per l’affitto e la domanda potrà essere presentata online. La non cumulabilità con altre forme di sostegno all’affitto evita sovrapposizioni di benefici e garantisce una distribuzione più equa delle risorse disponibili, mentre la procedura digitalizzata riduce tempi e costi amministrativi.
Una volta che il Mef avrà sbloccato le risorse previste, la priorità sarà data alle Regioni con più genitori separati o divorziati e con una maggiore emergenza abitativa.