Von der Leyen: «Europa segua Draghi, produca e protegga»

 

Parigi, 27 Agosto 2026 – L’Europa deve seguire la strada indicata da Mario Draghi e diventare un Continente capace di produrre, investire e proteggere. Lo ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, intervenendo a Parigi alla Rencontre des Entrepreneurs de France del Medef. «Mario Draghi ha tracciato la strada. Sulla sua scia, la nostra ambizione è chiara: fare dell’Europa un Continente che produce, investe e protegge», ha dichiarato.

Il modello economico europeo si è fondato a lungo su energia importata a basso costo, apertura del commercio mondiale, crescente accesso al mercato cinese, protezione strategica degli Stati Uniti e vantaggio tecnologico occidentale. «Queste certezze sono scomparse», ha osservato von der Leyen. Le imprese europee devono ora affrontare contemporaneamente energia più cara, frammentazione del mercato unico, complessità normativa e una concorrenza internazionale che non opera sempre a condizioni eque.

La strategia Ue

Nel breve periodo, secondo von der Leyen, occorre restituire alle aziende margini sufficienti per investire. Nel lungo termine, l’Europa deve fare dell’innovazione, della produttività e della crescita dimensionale delle imprese i motori duraturi dello sviluppo. La capacità industriale deve quindi tornare al centro dell’azione europea, creando gli sbocchi di mercato necessari agli investimenti.

«Nessuna di queste battaglie può essere vinta da un Paese da solo», ha sottolineato, chiedendo un’azione comune su tutti i fattori che determinano la competitività europea. Il primo cantiere riguarda le regole e le condizioni di concorrenza. Le imprese europee, ha spiegato, non devono pagare due volte: prima per norme troppo complesse e poi per la competizione di aziende straniere che non sostengono gli stessi costi. La Commissione punta pertanto a ridurre entro il 2029 gli oneri amministrativi del 25% per tutte le imprese e del 35% per le piccole e medie aziende.

Il dialogo con la Cina

Il dialogo con la Cina resta necessario. «Ma deve produrre risultati» e quando «non basta, dobbiamo essere pronti a utilizzare pienamente i nostri strumenti», ha sostenuto la presidente della Commissione Ue. Inoltre ha sottolineato gli squilibri crescenti nei rapporti economici tra Ue e Pechino. Le sovvenzioni cinesi sono «fino a otto volte» quelle di imprese comparabili Ocse. Il deficit commerciale con Pechino ha raggiunto «quasi un miliardo di euro al giorno».

«Per la prima volta» tutti i Paesi membri sono in deficit commerciale con la Cina.

L’Ue deve raggiungere entro la fine dell’anno un accordo sulle misure per l’Unione del risparmio e degli investimenti, «idealmente con tutti i 27 Stati membri. Oppure, se necessario, con quelli che sono pronti», ha ribadito la von der Leyen. La Commissione ha già presentato proposte sulla cartolarizzazione, sugli investimenti di banche e assicurazioni e sull’integrazione e la supervisione dei mercati. Queste misure potrebbero «sbloccare fino a 470 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi».

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