Roma, 26 Agosto 2026 – Il Consiglio dei ministri ha prorogato fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio, come spiegano fonti di Governo. Il costo della misura si aggirerebbe intorno ai 130 milioni di euro. Nella riunione di Governo, durata poco meno di un quarto d’ora, approvato anche un decreto legge riguardante l’ex Ilva «sulla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale ».
Dopo la scadenza dello sconto sulle accise sul gasolio, il Governo conta di far scattare nuove modalità di sostegni contro il caro carburante, «selettivi sulla base del reddito». Il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga fino al 5 settembre del taglio delle accise di 17 centesimi al litro sui carburanti, relativo al solo diesel. Una proroga che, a quanto si apprende, vale circa 130 milioni di euro. Il Cdm ha esaminato, appunto, il decreto carburanti sulla proroga del taglio delle accise sui carburanti e un provvedimento sulle misure urgenti per l’ex Ilva.
Tajani: «Verso una decisione strutturale»
La decisione del Governo di prolungare lo sconto sul prezzo del diesel era già stata anticipata nel pomeriggio dal vicepremier Antonio Tajani che ha poi confermato l’intenzione di varare una misura strutturale. «Oggi ci sarà una decisione che prorogherà le scelte già fatte in vista di una scelta strutturale», ha spiegato, auspicando che «finisca presto la guerra e Hormuz possa continuare a essere un luogo di libera navigazione».
Il vicepremier, parlando a margine del Meeting di Rimini, ha sottolineato la necessità di sostenere «i ceti più deboli, il ceto medio, comprese le partite Iva », per evitare che il peso della crisi internazionale ricada eccessivamente sulle famiglie. «Credo che tutti debbano contribuire in questo momento a dare una mano, comprese le aziende petrolifere», ha aggiunto Tajani. Il contributo, ha però sottolineato, «deve essere frutto di un accordo, di un confronto, di un colloquio, non di un’imposizione dall’alto».
Secondo il vicepremier, la strada da seguire è quella già adottata con banche e assicurazioni: «Un conto è chiedere un contributo », un altro «imporre una tassa dall’alto. Non so cosa siano gli extraprofitti, perché non esistono né in diritto né in economia», ha rilevato ancora, ribadendo la propria contrarietà all’introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche. «La storia delle tasse sugli extraprofitti è una storia di fallimenti», ha rilevato ancora.
Secondo il ministro degli Esteri, queste misure «distorcono gli investimenti e rischiano di accelerare la deindustrializzazione dell’Europa».