Conakry, 24 Agosto 2026 – Una frana nella discarica di Dar Es Salam, alla periferia di Conakry, Capitale della Guinea, ha causato la morte di 30 persone e il ferimento di altre 22, secondo quanto riferito dal Governo guineano. Le piogge torrenziali abbattutesi nelle prime ore del mattino hanno provocato il crollo di una montagna di rifiuti, seppellendo tende, baracche e diverse abitazioni circostanti.
L’incidente si è verificato intorno alle 2:00 del mattino (ora locale) nel quartiere Dar Es Salam, che ospita la più grande discarica a cielo aperto della Capitale guineana. Le intense precipitazioni hanno saturato i rifiuti, innescando il collasso della massa di immondizia che ha travolto le strutture abitative limitrofe. Le squadre di soccorso, composte da personale della Croce Rossa, forze di difesa e sicurezza, team medici e autorità locali, stanno conducendo operazioni di ricerca tra le macerie con l’ausilio di escavatori e altri mezzi pesanti per individuare eventuali superstiti ancora sepolti e recuperare i corpi delle vittime.
La risposta delle autorità
In un comunicato ufficiale, il governo ha dichiarato: «Sono stati mobilitati ingenti mezzi e risorse umane per cercare eventuali persone ancora sepolte, soccorrere le vittime e recuperare i corpi». Il primo ministro Amadou Oury Bah, recatosi sul posto per valutare la situazione, ha espresso a nome del presidente Mamady Doumbouya il profondo cordoglio del Governo alle famiglie dei defunti. Il comunicato aggiunge: «Adottate le misure necessarie per assicurare l’assistenza medica ai feriti e fornire aiuto a quanti sono colpiti dalla tragedia». I feriti gravi sono stati trasportati all’Ospedale Nazionale Donka per ricevere cure specializzate.
La chiusura annunciata della discarica
La chiusura della discarica di Dar Es Salam era stata annunciata di recente e programmata proprio per il giorno della frana. Nei giorni precedenti l’incidente, il Governo aveva ordinato lo sgombero dell’area ai residenti che vivevano nelle vicinanze, temendo un possibile crollo. Molti abitanti hanno obbedito agli ordini, ma secondo le autorità locali diverse famiglie si trovavano ancora nella zona al momento della tragedia. La ministra dell’Amministrazione territoriale e del Decentramento, Dienabou Touré, presente sul luogo del disastro, ha dichiarato: «Faremo in modo che le famiglie rimaste siano ricollocate altrove».
Le accuse dei residenti
Alcuni abitanti del quartiere hanno raccontato all’agenzia AFP gli sforzi compiuti dalla comunità per prevenire la tragedia. L’attivista Abou Hamza ha denunciato: «Abbiamo organizzato dei sit–in, abbiamo invitato i responsabili dei dipartimenti competenti, ma non hanno preso la cosa sul serio. È per questo che oggi, dopo questa frana, ritengo responsabile lo Stato, perché non ha adottato le misure necessarie per chiudere la discarica. Eppure ce lo avevano promesso, è già passato un anno». Secondo alcune testimonianze, la discarica aveva già registrato un incidente simile nel 2017, quando piogge torrenziali causarono una frana che uccise almeno otto persone.