Roma, 23 Agosto 2026 – Il costo di gestione dei conti correnti in Italia è cresciuto del 23% in dieci anni, passando da una media di 82,2 euro a 101,1 euro. L’aumento, pari a 18,9 euro, si accompagna alla crescita del valore dei depositi bancari delle famiglie, che nel 2026 sfiora quota 1.163 miliardi di euro. I dati emergono da uno studio realizzato da Adusbef, l’Associazione difesa utenti servizi bancari, sull’andamento dei conti correnti nel Paese.
Aumentano soprattutto le spese variabili
Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia analizzati dall’associazione, a incidere maggiormente sull’incremento dei costi sono le spese variabili, legate a operazioni come bonifici, pagamenti e prelievi. Queste voci hanno registrato una crescita del 34,2%, passando in media da 26,6 a 35,7 euro. Tra le spese variabili, quelle relative alle disposizioni hanno segnato l’aumento più significativo, pari al 62,6% nell’arco di dieci anni.
Più contenuto, invece, l’incremento delle spese fisse, che comprendono canoni e carte. In questo caso la crescita è stata del 17,6%, con un passaggio da 55,6 a 65,4 euro.
Lo studio prende in esame anche il valore dei depositi bancari, cioè le somme che le famiglie consumatrici conservano sui conti correnti, escludendo le forme di liquidità remunerata o vincolata. Alla data del 31 maggio 2026, il totale dei depositi ammonta a 1.163 miliardi di euro. La distribuzione sul territorio nazionale presenta però differenze molto marcate. La Lombardia detiene quasi 239 miliardi di euro, pari al 20% dell’intera ricchezza depositata sui conti correnti italiani. Seguono, a distanza, il Lazio con 122 miliardi e il Veneto con 105 miliardi. All’estremo opposto della classifica si trova la Valle d’Aosta, con circa 2,8 miliardi di euro.
Considerando il valore dei conti correnti in rapporto alla popolazione residente, la provincia più ricca risulta Bolzano, con una media di quasi 30.400 euro depositati per abitante. Seguono Milano, con 27.900 euro pro capite, Piacenza con 26.800 euro, Sondrio con 26.000 euro e Belluno con 25.650 euro. La provincia con il valore medio più basso è Crotone, con 9.679 euro per residente, preceduta da Sassari, con 9.741 euro, e Nuoro, con circa 10.600 euro.
Crescita reale dei depositi più contenuta
In termini nominali, il valore dei depositi sui conti correnti è aumentato del 28,3% in dieci anni, passando da circa 906 miliardi di euro a 1.163 miliardi. Considerando però l’inflazione complessiva, pari nello stesso periodo al 23,6%, l’incremento reale della ricchezza depositata si riduce al 4,7%. Il Trentino-Alto Adige registra la crescita nominale più elevata tra il 2016 e il 2026, con un aumento del 43,2%. Seguono la Sardegna, con il 42,7%, e il Friuli Venezia Giulia, con il 39,7%. Gli incrementi più contenuti si registrano invece nelle Marche, con il 10,6%, e in Liguria, con il 14,5%.