Berlino, 22 Agosto 2026 – La Germania si è affermata come il principale mercato regolamentato della cannabis in Europa, a poco più di due anni dalla parziale liberalizzazione entrata in vigore nel [2024]. La riforma ha favorito una forte espansione della cannabis a uso terapeutico, ma ha anche riacceso il confronto politico e sanitario sulle modalità di accesso, sulla sicurezza dei consumatori e sugli effetti della nuova normativa.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, le importazioni di cannabis medica sono cresciute di oltre sei volte in due anni. Dai 8.143 chilogrammi registrati nel primo trimestre del 2024, il volume è salito a 50.539 chilogrammi nel primo trimestre del 2026. Un incremento che fotografa la crescente domanda nel Paese e il peso assunto dalla Germania nell’industria europea del settore.
Un mercato vicino al miliardo di dollari
Un’analisi dell’Università di Amburgo stima che nel 2025 in Germania fossero disponibili oltre 200 tonnellate di cannabis. Soltanto 2,6 tonnellate sarebbero state prodotte sul territorio nazionale: il resto deriverebbe quindi dalle importazioni, necessarie per soddisfare la domanda di pazienti e consumatori. Nello stesso anno, il valore del mercato tedesco della cannabis avrebbe raggiunto circa 997 milioni di dollari, secondo le stime di Prohibition Partners. Numeri che confermano l’importanza economica del comparto, in un contesto europeo nel quale le regole restano molto differenziate da Paese a Paese.
La normativa tedesca consente il possesso e la coltivazione domestica entro limiti stabiliti dalla legge, oltre all’accesso alla cannabis terapeutica attraverso prescrizione medica. Tuttavia, proprio il ricorso alle prescrizioni è oggi uno dei nodi più discussi.
Possibile stretta sulle prescrizioni
Il Governo tedesco sta prendendo in considerazione misure più restrittive per l’accesso alla cannabis medica. L’obiettivo è contrastare i possibili abusi delle prescrizioni e garantire che l’impiego terapeutico resti legato a effettive esigenze cliniche. Lo studio dell’Università di Amburgo evidenzia inoltre un aumento dei ricoveri ospedalieri associati al consumo di cannabis. Un dato che alimenta le preoccupazioni di una parte del mondo politico e sanitario, soprattutto per quanto riguarda l’impatto sui più giovani e sulle persone vulnerabili.
Allo stesso tempo, la ricerca segnala che i consumi complessivi sarebbero rimasti sostanzialmente stabili. Sono invece diminuiti di circa due terzi i reati collegati alla cannabis, un effetto direttamente associato alla depenalizzazione di condotte precedentemente perseguite.
Una riforma ancora sotto osservazione
La Germania rappresenta oggi un banco di prova per l’Europa. L’espansione del mercato regolamentato mostra le potenzialità economiche della riforma, ma impone anche un monitoraggio costante degli effetti sanitari e sociali. «La sfida sarà trovare un equilibrio tra contrasto al mercato illegale, tutela della salute pubblica e controllo dell’accesso terapeutico»,, è il punto centrale del dibattito che continua a dividere istituzioni, medici e opinione pubblica tedesca.