Roma, 21 Agosto 2026 – L’Ucraina ha bisogno dei sistemi Patriot per potersi difendere, e solo gli alleati possono fornirli. È l’appello lanciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky che torna sulla questione che ormai si ripete da mesi, “siamo indifesi, ci servono i Patriot”, “non si tratta di regali” sottolinea con un messaggio diffuso su Telegram, ribadendo che Kiev è pronta ad acquistare le armi necessarie per “pagare il prezzo della propria difesa”. Quello che però manca, secondo il presidente sono le decisioni politiche a partire negli Usa. Non dimentica poi di ringraziare i Paesi che già stanno aiutando l’Ucraina a difendersi.
La richiesta di Zelensky assume toni urgenti dopo gli ultimi attacchi russi su Kiev con droni, missili da crociera e balistici: le difese aeree ucraine hanno intercettato 39 dei 44 missili, ma il problema più grande è rappresentato proprio dai missili balistici, più veloci e pertanto più difficili da intercettare.
Contestualmente il Ministero delle Finanze dell’Ucraina ha ricevuto un chiaro mandato: acelerare la vendita della banca nazionale Sense Bank al fine di destinare tutti i proventi alla difesa. A confermare la decisione il primo ministro ucraino Serhiy Koretsky, in una dichiarazione ripresa anche da Rbc-Ucraina. l’Ucraina mobilita ogni risorsa, ogni leva possibile, per sostenere la propria capacità di resistere. Mentre, come ricorda Zelensky, “la Russia investe in razzi e continua nell’escalation”.
La risposta europea
Intanto lo scontro prosegue e la Polonia fa sapere, tramite il suo comando militare, di aver attivato le difese sul proprio spazio aereo sul confine con l’Ucraina. Anche la Romania fa decollare i propri caccia dopo aver rilevato la presenta al confine di bersagli sospetti. Mentre dalla Commissione europea la presidente Ursula von der Leyen ha lanciato delle accuse contro Mosca colpevole di colpire nei propri attacchi la popolazione civile in maniera deliberata perché “sta perdendo la guerra che ha iniziato”, ribadendo che l’Ue continuerà a lavorare al fianco dell’Ucraina per rafforzare le capacità difensive.
In questo contesto arriva anche il primo colloquio tra il presidente del Comitato militare della Nato, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e Mykhailo Drapatyi, nuovo comandante in capo alle forze armate ucraine, durante il quale, come raccontato su X dall’ammiraglio, è stato ribadito il sostegno militare della Nato all’Ucraina “che difende coraggiosamente la propria sovranità e integrità territoriale”.