Bruxelles, 20 Agosto 2026 – L’Unione europea corre contro il tempo per riempire gli stoccaggi di gas prima dell’inverno, ma l’obiettivo del 90% è ormai fuori portata. Secondo Montel, società di intelligence sul mercato energetico, la crescente deviazione delle esportazioni di Gnl dal Golfo verso l’Asia rende irrealistico il target iniziale.
Flessibilità Ue e livelli attuali
Di fronte al calo dell’offerta di gas naturale – aggravato dalla guerra contro l’Iran e dalla chiusura di fatto dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del gas mondiale – la Commissione europea ha autorizzato i Paesi membri a riempire gli stoccaggi sotto il 90%, per evitare acquisti dettati dal panico e impennate dei prezzi. La soglia minima consentita è stata abbassata fino al 75%.
Tuttavia, a fine luglio gli stoccaggi europei erano pieni solo al 5%, circa 12 punti percentuali in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e 16 punti sotto la media quinquennale, secondo Montel. Le proiezioni indicano un livello tra il 69% e l’84% al 1° novembre, a seconda della velocità delle iniezioni e della disponibilità di Gnl.
La situazione è particolarmente critica in Germania, dove a fine luglio gli stoccaggi erano pieni solo al 46%. Tra aprile e luglio, i volumi netti immessi sono stati dell’11% inferiori alla media quinquennale e del 18% più bassi rispetto allo stesso periodo del 2025.
Deficit di carichi e competizione con l’Asia
Secondo Montel, tra maggio e luglio l’Europa ha ricevuto in media solo 105 carichi di Gnl al mese, ben al di sotto dei circa 130 necessari per avvicinarsi all’80% entro novembre. Il divario corrisponde a circa 72 carichi. Per raggiungere almeno l’80% entro novembre, l’Europa dovrebbe ora attirare più di 140 navi di Gnl ogni mese tra agosto e ottobre: un obiettivo improbabile, a meno di un significativo aumento dei prezzi europei o di una ripresa dei flussi attraverso Hormuz.
I carichi di Gnl statunitense un tempo destinati all’Europa vengono sempre più dirottati verso l’Asia, dove gli acquirenti offrono rendimenti più interessanti. Le consegne verso Cina, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e India sono triplicate tra marzo e luglio, raggiungendo livelli record. A luglio, per la prima volta, le spedizioni verso questi cinque mercati hanno superato quelle verso l’Europa.
Commissione Ue: «Nessuna emergenza»
Pur riconoscendo il «contesto volatile» dei mercati globali del gas, un portavoce della Commissione europea ha escluso il rischio di carenze invernali. «Siamo molto vicini al 62% dei livelli di stoccaggio. Non vi è alcuna preoccupazione immediata per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas nell’Ue in vista della prossima stagione invernale», ha dichiarato il portavoce ai giornalisti.
Dal 2022, l’Ue sta ridisegnando il proprio sistema del gas per porre fine alla dipendenza dalla Russia. Stati Uniti e Norvegia sono diventati i principali fornitori, coprendo circa il 57% delle importazioni nel 2025.