Dolore neuropatico: scoperto il freno naturale nel cervello

 

Washington, 18 Agosto 2026 – Nelle profondità del cervello, alla base del tronco encefalico, si trova un piccolo gruppo di cellule nervose capace di agire come un antidolorifico naturale. Si tratta del locus coeruleus, noto anche come “punto blu” per la sua colorazione azzurra, una regione strategica coinvolta nella regolazione del dolore, dello stress e dello stato di allerta.

Un team di ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis ha individuato il meccanismo attraverso cui questa struttura può attenuare i segnali dolorosi trasmessi lungo il midollo spinale. Lo studio, condotto sui topi e pubblicato sulla rivista Current Biology, potrebbe aprire nuove prospettive per lo sviluppo di terapie mirate contro il dolore neuropatico cronico.

La funzione dei recettori mu-oppioidi

Il dolore neuropatico si manifesta quando le fibre nervose danneggiate inviano al cervello segnali continui e anomali. Ne derivano spesso sensazioni di fitte lancinanti o bruciore. Tra le possibili cause figurano il diabete, le infezioni virali e la compressione dei nervi. I ricercatori, guidati da Jordan McCall, professore associato del Center for Clinical Pharmacology, hanno confermato innanzitutto che una lesione nervosa trasforma il locus coeruleus in un elemento determinante del dolore. Nei topi con dolore neuropatico, la temporanea disattivazione delle cellule di questa regione ha ridotto la sensibilità al tatto e al calore.

L’attenzione si è quindi concentrata sui recettori presenti sulla superficie delle cellule del locus coeruleus, in particolare sui recettori μoppioidi. Questi recettori, diffusi nel cervello e nel midollo spinale, vengono attivati sia dagli oppioidi prodotti naturalmente dall’organismo sia da sostanze sintetiche come morfina e fentanyl. Quando i recettori μ-oppioidi sono stati eliminati soltanto dalle cellule del locus coeruleus nei topi con dolore neuropatico, gli animali hanno mostrato una maggiore sensibilità al tatto e al calore. Il ripristino degli stessi recettori nei neuroni ha invece invertito l’ipersensibilità, eliminando il dolore.

Verso trattamenti più mirati

I risultati indicano che il dolore cronico potrebbe compromettere la capacità dei recettori μ-oppioidi di ridurre l’attività delle cellule del locus coeruleus. «Comprendere come i recettori localizzati nel locus coeruleus agiscano da “guardiani” potrebbe portare a terapie del dolore più mirate ed efficaci, con minori rischi», ha spiegato McCall. «Milioni di adulti convivono con il dolore neuropatico cronico causato da danni ai nervi».

Il team sta ora studiando come intervenire sul locus coeruleus senza influenzare i recettori presenti nel resto del sistema nervoso. L’obiettivo è sviluppare trattamenti capaci di agire in modo selettivo sui recettori μoppioidi di questa regione cerebrale, riducendo il dolore neuropatico cronico e limitando gli effetti collaterali, la tolleranza e il rischio di dipendenza associati agli oppioidi tradizionali.

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