Detrazioni casa 2026: aliquote 36% e 50%, cosa cambia

 

Roma, 16 Agosto 2026 – Installare un condizionatore nella casa dove si trascorrono le ferie consente di accedere a una detrazionetagliata“, al 36% e non più al 50%. La stessa regola vale per altri interventi di sistemazione, dall’installazione di infissi al rifacimento del bagno, e si applica anche agli immobili dati in affitto a terzi.

Le seconde case in Italia sono complessivamente circa 10 milioni, secondo le ultime statistiche del Dipartimento delle finanze e dell’Agenzia delle Entrate. Di queste, 3,6 milioni sono abitazioni residenziali locate, poco meno di 800mila sono concesse in uso gratuito e 5,7 milioni sono lasciate a disposizione del proprietario senza utilizzi particolari: in sostanza, le “case vacanza” vere e proprie sono poco meno di 6 milioni.

Aliquote 2025–2026

Già dal 2025 è in vigore un doppio livello di aliquote, al 36% e al 50%. Per accedere al livello più alto (50%) bisogna essere proprietari o titolari di un diritto reale sull’immobile ristrutturato e avere in quell’immobile l’abitazione principale, cioè la residenza.

Questo schema si applica a tre bonus:

  • l’ecobonus per l’efficientamento energetico (sostituzione di infissi, installazione di pompe di calore, ecc.);

  • il bonus ristrutturazioni base (lavori su muratura, impianti, bagni, ecc.);

  • il sismabonus, dedicato alla messa in sicurezza antisismica, anche nella versione “acquisti”.

Per le seconde case, dunque, la detrazione resta al 36%.

L’eccezione

Fa eccezione il Bonus mobili. Per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, nel 2026 è disponibile un’agevolazione del 50% con tetto di spesa a 5.000 euro. La detrazione spetta a condizione che «gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto»: nel 2026, quindi, a partire dal 1° gennaio 2025. In questo caso non ci sono differenze tra prime e seconde case: l’aliquota è al 50% per entrambe.

Fare lavori di ristrutturazione in una casa vacanza conviene meno dal punto di vista fiscale, ma c’è un motivo per non rinviarli. Per il 2027 è già in programma un ulteriore taglio delle aliquote: 36% per le prime case (invece del 50%) e 30% per le seconde case (invece del 36%). Vista la difficile congiuntura dei conti pubblici, è improbabile che la prossima manovra fissi aliquote più generose rispetto a quelle del 2026. «Semmai, potrebbe accadere che il Governo decida di non confermare i livelli esistenti per procedere effettivamente al taglio degli sconti fiscali», avvertono gli analisti.

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