Roma, 14 Agosto 2026 – Nel 2025 la prevalenza d’uso degli psicofarmaci nella popolazione pediatrica italiana ha raggiunto lo 0,64%, con un incremento del 12,1% rispetto al 2024. Lo rivela l’ultimo rapporto OsMed pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che fotografa un trend in crescita pur nel contesto di livelli complessivamente contenuti.
I dati principali: prescrizioni e consumi
Il tasso di prescrizione è stato pari a 63,8 per 1.000 bambini (+13,2% sull’anno precedente), corrispondente a un consumo di 66,9 confezioni per 1.000 bambini. Questo dato rappresenta il 3,4% del totale del consumo farmacologico in età pediatrica. Considerando l’arco temporale 2016-2025, sia la prevalenza d’uso sia i consumi sono più che triplicati: si è passati da 20,6 confezioni per 1.000 bambini (prevalenza dello 0,26%) nel 2016 alle attuali 66,9 confezioni per 1.000 bambini (prevalenza dello 0,64%) nel 2025. Il ricorso agli psicofarmaci presenta un andamento crescente per età, con il picco massimo registrato nella fascia 12–17 anni: in questa categoria si osserva un consumo di 142,2 confezioni per 1.000 bambini e una prevalenza dell’1,56%.
Nel 2025 il 46,3% della popolazione pediatrica italiana, pari a circa 4,1 milioni di bambini, ha assunto almeno una terapia farmacologica. Gli antinfettivi per uso sistemico si confermano la categoria terapeutica a maggiore consumo, sebbene si registri una marcata contrazione (-21,9%), con un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Seguono, per volume di consumo, i farmaci dell’apparato respiratorio (anch’essi in riduzione) e i farmaci del sistema nervoso centrale.
Le classi terapeutiche in crescita
I farmaci del sistema nervoso centrale fanno rilevare un incremento significativo, in particolare nell’uso di antiepilettici e psicofarmaci. Nel 2025 la prevalenza d’uso tra bambini e adolescenti sotto i 18 anni è cresciuta del 12,1% (circa 6,4 bambini su 1.000). Gli incrementi più marcati riguardano i trattamenti per l’Adhd come il metilfenidato (+28,9%), gli antipsicotici atipici come aripiprazolo (+14,6%) e risperidone (+13,3%) e gli antidepressivi come la sertralina (+9,6%).
Nonostante la crescita osservata nel post-pandemia, precisa l’Aifa in una nota, «il consumo di psicofarmaci in età pediatrica in Italia rimane sensibilmente inferiore rispetto ai livelli registrati in altri contesti internazionali (in Francia la prevalenza è dell’1,61%, negli Usa supera il 24%)». Si registrano comunque forti differenze territoriali, con le Regioni del Centro che evidenziano tassi superiori di oltre il 50% alla media nazionale.
Fra le novità dell’edizione 2025 del rapporto OsMed spicca l’approfondimento sui farmaci per i disturbi respiratori in ambito pediatrico. Il focus rivela una prevalenza d’uso del 17,8%, quasi doppia rispetto alla prevalenza epidemiologica dell’asma, pari al 9%. Questo scostamento, analizza l’ente regolatorio nazionale, «sembra indicare un ricorso improprio a prescrizioni per infezioni respiratorie acute non asmatiche, e segnala la necessità di rafforzare gli interventi formativi rivolti alla pediatria di libera scelta».