Londra, 14 Agosto 2026 – Con il 62,8% di voti a favore Nigel Farage, leader populista di Reform Uk vince le elezioni suppletive svoltesi a Clacton, contea dell’Essex a nord-est di Londra riconquistando un posto in Parlamento. Una vittoria che doveva essere il momento della rivendicazione politica, ma che invece si è dimostrata più fragile del previsto e non certo quella che Farage si aspettava di poter raccontare. Non si sono presentati in campagna elettorale nessuno dei grandi partiti, lasciando invece spazio a decine di candidati improbabili guidati in primis dall’ormai celebre Count Binface, personaggio inventato dal comico Jonathan Harvey e divenuto una presenza conosciuta nella politica del Regno Unito, che si presenta con un mantello argentato e un bidone al posto della testa, che a queste elezioni ha ottenuto il 26,7% di voti a favore più di un quarto del totale.
A complicare la situazione la decisione di Nigel Farage di non partecipare al conteggio delle schede spiegando che la polizia lo aveva allertato di possibili disturbatori, mentre un portavoce di partito parla di “minaccia credibile”. È la seconda volta nella storia del Regno Unito che un politico non si presenta: la prima risale al 1981 quando venne eletto Bobby Sands che all’epoca era detenuto.
La vicenda
Farage aveva lasciato il mese scorso Westminster con dimissioni improvvise nel tentativo di rimettersi al giudizio del popolo, sperando in un trionfo su Conservatori e Laburisti, per chiudere una volta per tutte le polemiche in merito alle presunte donazioni milionarie (si parla di circa 5 milioni di sterline) che lo stesso leader populista aveva ricevuto da un facoltoso finanziatore straniero. Invece queste elezioni di Clacton si sono trasformate in un paradosso con i partiti che bollano l’operazione come una trovata autopromozionale scegliendo di non presentarsi lasciando correre Farage con comici, performer, indipendenti di ogni tipo in quella che è definita la scheda elettorale più lunga della storia politica del Regno Unito.
Non solo, la particolarità di queste elezioni non ha spento i riflettori sulla vicenda delle donazioni milionarie, ma anzi, “gli si è ritorta contro” come spiega Laura Richards-Gray, docente di Scienze politiche alla Birkbeck University di Londra. L’autorità di vigilanza infatti potrebbe riprendere l’inchiesta sulle donazioni ricevute dal miliardario con base in Thailandia una volta che Nigel Farage tornerà in Parlamento. “Un dono personale e non una donazione politica” si è sempre difeso motivando la mancata denuncia entro i tempi previsti in caso di donazioni politiche.