Milano, 9 Agosto 2026 – Le tensioni in Medio Oriente si intensificano mentre l’Iran avanza nuove, pesanti richieste per la riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al Mondo per il transito del petrolio
Mohammad-Bagher Zolghadr, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato che lo stretto non sarà riaperto finché gli Usa non «correggeranno il proprio comportamento». Tra le condizioni poste da Teheran figurano la revoca del blocco navale e delle sanzioni, il ritiro delle forze militari statunitensi dalla Regione, il pagamento di risarcimenti per i danni di guerra e lo sblocco incondizionato degli asset iraniani congelati.
Nel frattempo, l’Oman ha confermato che proseguono i colloqui con l’Iran per definire un accordo sulla gestione del transito nello stretto. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha precisato che un eventuale accordo con Muscat sulle rotte di navigazione «non significa necessariamente la riapertura dello Stretto di Hormuz», ribadendo che la decisione finale resta condizionata al soddisfacimento delle richieste rivolte a Washington.
Missili iraniani contro una nave Adnoc
Gli Emirati Arabi Uniti hanno reso noto che un missile iraniano ha colpito una nave di proprietà della Adnoc, la compagnia petrolifera statale di Abu Dhabi, mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Il ministero degli Esteri emiratino ha condannato l’attacco, definendolo un atto di «pirateria» e una violazione della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza Onu sulla libertà di navigazione. Non si registrano vittime e la situazione è stata rapidamente messa sotto controllo.
Yemen: scontri tra esercito e Houthi
In Yemen, le forze armate governative hanno lanciato attacchi contro i ribelli Houthi – sostenuti dall’Iran – nelle province di Marib e Hadramout, in risposta alle offensive dei ribelli. Il ministero della Difesa yemenita ha riferito che gli Houthi hanno preso di mira «diversi campi e unità delle forze armate», uccidendo almeno 17 militari. Gli scontri alimentano le tensioni e minacciano di far riesplodere la guerra civile nel Paese.