Bruxelles, 5 Agosto 2026 – Gli incendi che stanno interessando gran parte dell’Europa a causa delle ondate di calore e della siccità che sta mettendo in crisi il Vecchio Continente, hanno generato danni per oltre i 3 miliardi di euro. A dirlo è un’analisi del Financial Times, dato che non solo fotografa l’emergenza, ma anche la crisi climatica in atto, con circa mezzo milione di ettari bruciati nei primi mesi della stagione estiva con un impatto economico di circa 3,1 miliardi di euro solamente nei Pesi più duramente colpiti come Grecia, Portogallo, Romania oltre a Francia e Spagna (che al momento si trova al centro di un’altra crisi, quella di Ceuta).
Le stime sulla conta dei danni causati dagli incendi è basata sulla metodologia comunitaria e sui calcoli del Governo francese che costituiscono il cosiddetto “costo di restauro”: costo necessario per il ripristino del verde danneggiato, supera le stime della Commissione europea che indicava l’impatto medio annuo intorno ai 2,5 miliardi.
Impatto economico per famiglie e imprese
Intanto però alla conta dei danni si aggiunge anche il peso che le famiglie e le imprese, non solo quelle agricole, devono affrontare per far fronte all’emergenza. In una intervista rilasciata al Financial Times, Sarah Meier, esperta di economia del clima al Politecnico di Zurigo parla di un impatto economico che potrebbe superare di tre volte la media annua di circa 2,1 miliardi di euro di Pil perso sottolineando che “i costi diventano particolarmente alti quando gli incendi raggiungono le città più grandi, qualcosa che finora è stato molto raro nell’Europa meridionale”
Secondo l’esperta infatti nelle Regioni interessate da almeno un incendio, il tasso di crescita è sceso tra lo 0,11% e lo 0,18%. La percentuale cresce quando gli incendi sono diversi arrivando al 4,5% a seconda della gravità.
Danni collaterali
In Francia gli incendi hanno avuto delle ripercussioni anche sul settore aerospaziale e della difesa, con aziende come ArianeGroup che hanno dovuto attuare evacuazioni e attivare misure di protezione nel dipartimento sud-occidentale della Gironda, e nell’area di Bordeaux, paralizzando uno dei più importanti poli industriali. A questo si aggiungono anche i danni provocati dalla siccità con interruzioni dei flussi commerciali sul Reno e sul Danubio.