Milano, 3 Agosto 2026 – Dal 31 luglio è entrato ufficialmente in vigore il “diritto alla riparazione” previsto dalla direttiva europea 2024/1799, che tutti gli Stati membri avrebbero dovuto recepire entro la stessa data. L’obiettivo è ridurre lo smaltimento prematuro di beni ancora funzionanti o riparabili, promuovendo un utilizzo più sostenibile dei prodotti in linea con la transizione green e l’economia circolare.
L’Italia, tuttavia, non ha rispettato la scadenza. Il decreto legislativo di attuazione, depositato in Parlamento il 9 luglio, è ancora fermo al Senato. Di conseguenza, per i consumatori italiani il nuovo diritto resta, per ora, non accessibile.
I prodotti coinvolti e gli obblighi per i produttori
La direttiva interessa un’ampia gamma di beni: elettrodomestici come lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi, ma anche smartphone, tablet, televisori, monitor, server, dispositivi di archiviazione dati, e prodotti con batterie come e–bike e monopattini elettrici. Tra le principali novità, l’obbligo per i produttori di garantire la riparazione anche oltre la garanzia legale, quando possibile. Prima di procedere, il riparatore dovrà fornire un modulo gratuito con informazioni dettagliate: tipo di intervento, tempi e costi, validi per 30 giorni. Eventuali diagnosi, anche a distanza, dovranno essere comunicate preventivamente, insieme al prezzo.
La riparazione dovrà essere gratuita o proposta a un costo proporzionato, entro tempi ragionevoli. Durante l’intervento, il consumatore potrà richiedere un prodotto sostitutivo temporaneo. Se il cliente accetta il preventivo, il riparatore è vincolato al rispetto dell’accordo; in caso contrario, sono previste tutele come risarcimenti o risoluzione per inadempimento. Se il produttore è extra Ue, gli obblighi ricadono su rappresentanti, importatori o distributori.
Se la riparazione non è possibile, il fabbricante può «proporre un prodotto ricondizionato» oppure affidare l’intervento a terzi. Inoltre, se il bene è ancora in garanzia e si sceglie la riparazione, questa può essere estesa di ulteriori 12 mesi.
Piattaforma europea e nuove misure di trasparenza
La direttiva introduce anche una piattaforma online europea per facilitare l’incontro tra consumatori, riparatori e operatori del ricondizionamento, includendo anche iniziative come i “Repair café”. Il portale è operativo dal 31 luglio 2027 e gratuito per gli utenti. Sul fronte informativo, i siti istituzionali dovranno pubblicare sezioni dedicate ai diritti dei consumatori. Sono previste sanzioni da 5mila a 50mila euro per ogni violazione, raddoppiabili nei casi più gravi, con vigilanza affidata all’Agcm.