Crisi migratoria a Ceuta, ventidue Paesi chiedono risposte all’Ue

 

Bruxelles, 1 Agosto 2026 – Mentre le immagini di quanto in queste ore sta accadendo a Ceuta, avamposto spagnolo in nord Africa, stanno facendo il giro del Mondo, tra migliaia di migranti giunti dalla costa e l’esasperazione dei residenti – non sono mancati momenti di tensione – l‘Italia e la Danimarca stanno promuovendo una lettera indirizzata ai vertici europei per richiedere di far fronte comune per affrontare questa crisi che non interessa solo la Spagna ma l’intero Continente.

La lettera, indirizzata al presidente del Consiglio europeo António Costa, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente di turno del Consiglio Ue Micheál Martin, è controfirmata da 22 Paesi tra i quali figurano Italia e Danimarca, Germania, Austria, SveziaBulgaria, Croazia, Estonia, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, e la Slovenia.

Mancano Spagna e Francia. Assenza che pesa, soprattutto perché la crisi interessa in maniera diretta Madrid e Parigi che è tradizionalmente uno dei pilastri della politica migratoria europea.

Le richieste

Il testo promosso da Roma e da Copenaghen non si limita a richiedere con urgenza un incontro dei ministri dell’Interno per valutare insieme la situazione e definire una concreta risposta, coordinata evitando che Ceuta diventi l’ennesimo simbolo di una fallimentare gestione delle frontiere europee, ma affronta la necessità di mettere in atto dei meccanismi per prevenire flussi migratori incontrollati e irregolari, contrastando le reti di traffico di esseri umani eliminando qualunque possibile fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. Una presa di posizione netta che, come scritto dal presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, è condivisa da un numero crescente di Stati membri.

Sanchez: «Preoccupato per la recente reazione di alcuni Governi europei»

Immediata la reazione di Madrid con il premier Pedro Sanchez che invia contestualmente una lettera alle istituzioni europee lamentandosi dell’atteggiamento di alcuni Governi accusati di aver reagito alla crisi di Ceuta con egoismo e scarsa solidarietà, chiedendo pertanto una videoconferenza d’urgenza con i ministri dell’Interno dei Ventisette, sottolineando che «la sicurezza delle frontiere è responsabilità comune».

Contestualmente la questione sulla chiusura di Schengen diventa un caso diplomatico con il ministro dell’Interno spagnolo Fermando Grande-Marlaska che definisce lo stop di Romaimperdonabilericonoscendo allo stesso tempo il sostegno alla Spagna da parte di molto Paesi Ue per la crisi che sta interessando Ceuta, «ma ci sono altri Paesi» dichiara «che hanno manifestato un’atteggiamento egoista, insolidale, poco responsabile».

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