Carburanti, decreto in arrivo per tagliare il diesel

 

Roma, 26 Luglio 2026 – Un nuovo intervento per frenare il caro carburanti è atteso già in settimana. Il Governo starebbe lavorando a un decreto legge mirato soprattutto sul gasolio, affiancato da un decreto ministeriale per utilizzare il piccolo margine derivante dall’extragettito Iva di giugno. L’obiettivo è costruire un “ponte” da circa 100 milioni di euro verso il ritorno delle accise mobili, previsto nei primi giorni di agosto.

Se gli incassi Iva del mese in corso lo consentiranno, la seconda fase potrebbe replicare il meccanismo già visto a giugno, quando 149,4 milioni di euro finanziarono un mese di sconti, seppur contenuti, in un contesto di prezzi meno elevati.

Diesel vicino ai massimi storici

Il gasolio sulla rete stradale ha raggiunto una media di 2,18 euro al litro, a soli tre centesimi dal record storico di marzo 2022. Sulle autostrade il prezzo medio è già arrivato a 2,249 euro al litro. La benzina si attesta invece a 1,979 euro al litro sulle strade ordinarie e a 2,069 euro in autostrada.

Nel solo mese di luglio, segnato dalla fine della tregua tra Stati Uniti e Iran e dalle tensioni nel Mar Rosso, la benzina è aumentata di 17,3 centesimi al litro, mentre il gasolio ha registrato un incremento di 29,6 centesimi.

Intervento mirato

La dinamica dei prezzi rende sempre più probabile un intervento concentrato sul diesel, oggi il carburante più caro e più utilizzato. Le risorse disponibili restano limitate e provengono principalmente da capitoli già utilizzati, come i proventi Ets e le sanzioni Antitrust. Il precedente più recente è il decreto di fine aprile (Dl 63/2026), che con 146,5 milioni ha finanziato nove giorni di sconti tra il 2 e il 10 maggio: 24,4 centesimi al litro sul gasolio e 6,1 sulla benzina.

In Italia si consumano ogni giorno circa 110 milioni di litri di carburante, di cui 76,8 milioni di gasolio, pari a circa il 70% del totale. Gli aumenti registrati a luglio si traducono in un extracosto complessivo di circa 28,4 milioni di euro al giorno, ovvero 880 milioni su base mensile.

Ad agosto si prevede una lieve riduzione dei consumi, complice il rallentamento delle attività produttive e le limitazioni alla circolazione dei mezzi pesanti. Tuttavia, l’impatto complessivo sui portafogli degli automobilisti potrebbe comunque aggirarsi intorno agli 800 milioni di euro rispetto ai livelli di inizio luglio.

Tra politica e sostenibilità economica

Dal 18 marzo al 3 luglio, le misure adottate da Governo e Parlamento sono costate quasi due miliardi di euro. Tuttavia, il taglio generalizzato delle accise ha mostrato effetti regressivi, favorendo maggiormente le fasce di reddito più alte, senza suscitare particolari critiche politiche.

Nel breve termine, l’obiettivo resta contenere l’inflazione e limitare la pressione sui tassi. Ma sullo sfondo resta il rischio che, in caso di problemi negli approvvigionamenti, gli sconti fiscali possano incentivare il consumo di una risorsa scarsa, alimentando ulteriori rincari e nuove richieste di intervento pubblico. Per ora, la strategia resta quella di intervenire passo dopo passo, in un contesto ancora altamente incerto.

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