Bassa Sassonia, ok a combustibile nucleare russo

 

Lingen, 22 Luglio 2026 – Il Ministero dell’ambiente della Bassa Sassonia ha autorizzato lo stabilimento di Lingen a produrre elementi di combustibile nucleare di progettazione russa. La produzione avverrà presso l’impianto Advanced Nuclear Fuels (Anf), controllato dal gruppo francese Framatome, in collaborazione con il colosso statale russo Rosatom. La richiesta di autorizzazione era stata presentata da Anf già nel 2022, aprendo fin da subito un acceso dibattito politico e pubblico.

Critiche e tensioni politiche

La prospettiva di una cooperazione con un gruppo nell’orbita del Cremlino ha suscitato forti critiche, soprattutto alla luce delle sanzioni europee contro la Russia per la guerra in Ucraina. Il Governo federale tedesco accusa Mosca di condurre attacchi ibridi contro la Germania, tra sabotaggi, attività di spionaggio e diffusione di disinformazione.

Il Ministero federale dell’ambiente ha espresso riserve sull’operazione, sottolineando tuttavia i limiti normativi attuali: «Lo strumento adeguato per affrontare la questione non è però il diritto nucleare, bensì l’introduzione di sanzioni a livello Ue anche per il settore nucleare». Ad oggi, infatti, l’Unione europea non ha imposto restrizioni specifiche sull’industria nucleare russa.

Il nodo delle centrali di progettazione sovietica

Il progetto riguarda la produzione di elementi di combustibile esagonali, utilizzati esclusivamente nelle centrali nucleari di progettazione sovietica. Impianti di questo tipo sono ancora operativi in diversi Paesi dell’Europa orientale e in Finlandia, fattore che contribuisce alla mancata introduzione di sanzioni nel settore.

Secondo il Ministero dell’ambiente della Bassa Sassonia, l’autorizzazione è stata concessa dopo «ampie verifiche» condotte in coordinamento con le autorità federali. Tuttavia, lo stesso ministro regionale, Christian Meyer, aveva in precedenza definito la decisione «del tutto sbagliata». Parallelamente, comitati cittadini e associazioni ambientaliste stanno organizzando proteste contro l’accordo.

La produzione del combustibile richiede il coinvolgimento di esperti russi, elemento che alimenta timori per la sicurezza nazionale ed europea. Il ministero di Hannover ha precisato che l’autorizzazione potrà essere riesaminata «in caso di nuovi rischi», in particolare «nel campo della sicurezza nazionale».

Lingen, polo storico del nucleare

Situata vicino al confine con i Paesi Bassi, Lingen è da decenni un centro rilevante per l’industria nucleare. La produzione di elementi di combustibile è attiva dal 1979. Dopo l’uscita della Germania dal nucleare, il gruppo Rwe ha avviato lo smantellamento della centrale di Emsland, un processo che dovrebbe concludersi entro il 2037. Dal 2002, la città ospita anche un deposito temporaneo per combustibile esaurito, conservato in contenitori Castor in attesa di una soluzione definitiva per lo stoccaggio.

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