Roma, 21 Luglio 2026 – È emergenza sanitaria nei campi sovraffollati della Striscia di Gaza, dove si registra un forte aumento dei casi di varicella. Secondo l’Unicef, dall’inizio di luglio sono stati segnalati oltre 9.300 contagi, concentrati in particolare nell’area meridionale di Khan Yunis, tra le più densamente popolate del territorio. La diffusione della malattia, generalmente considerata gestibile nei Paesi con adeguati sistemi sanitari, assume in questo contesto proporzioni preoccupanti. Le condizioni igienico-sanitarie precarie, unite alla carenza di acqua potabile, rendono infatti difficile sia la prevenzione sia la gestione dei casi.
Medici e famiglie locali riferiscono che l’epidemia si è sviluppata negli ultimi mesi, costringendo migliaia di persone a rimanere isolate nei campi per limitare i contagi. «Le condizioni nei campi rendono impossibile contenere efficacemente la diffusione della malattia», segnalano operatori sanitari sul territorio.
Bilancio vittime: oltre 73 mila morti dal 7 ottobre 2023
Intanto continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza. Il ministero della Salute locale riferisce che i palestinesi uccisi dall’inizio delle operazioni militari israeliane, il 7 ottobre 2023, sono saliti a 73.293, mentre i feriti superano quota 173.906.
Nelle ultime 24 ore si registrano ulteriori nove vittime, oltre al recupero di un corpo dalle macerie. Secondo i dati diffusi e riportati da Al Jazeera, almeno 1.168 persone sono morte e 3.798 sono rimaste ferite anche dopo l’annuncio del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti l’11 ottobre 2025.
Tensioni regionali
Il conflitto continua a produrre effetti anche nei Paesi limitrofi. La Giordania ha dichiarato di aver intercettato tre missili lanciati dall’Iran verso il proprio territorio. «L’operazione non ha causato vittime né danni materiali», ha riferito una fonte militare citata dall’agenzia ufficiale Petra. In precedenza, le autorità giordane avevano comunicato l’abbattimento di cinque droni iraniani, segnale di un’escalation che coinvolge sempre più attori regionali.
Anche il Kuwait denuncia nuovi attacchi da parte di Teheran contro infrastrutture strategiche. Il ministero dell’Elettricità, dell’Acqua e delle Energie rinnovabili ha confermato che centrali elettriche e impianti di desalinizzazione sono stati colpiti per il quarto giorno consecutivo. «Gli attacchi hanno provocato incendi e danni significativi», si legge nella nota ufficiale. Le squadre tecniche sono al lavoro per ripristinare i servizi, fondamentali per il Paese, dove circa il 90% dell’acqua potabile dipende dai processi di desalinizzazione.