Ungheria, Sulyok rimosso dopo riforma costituzionale

 

Budapest, 19 Luglio 2026 – Il presidente della Repubblica ungherese, Tamás Sulyok, ha firmato il diciassettesimo emendamento alla Legge fondamentale, atto che sancisce la fine anticipata del suo mandato. In un messaggio pubblicato su Facebook, il capo dello Stato ha definito la modifica costituzionale «senza precedenti e vergognosa», accusando il legislatore di aver imposto una soluzione forzata.

«Questo emendamento, con una sola frase, pone fine al mandato del presidente della Repubblica in carica», ha dichiarato Sulyok, parlando di un «abuso del potere politico» destinato a restare come esempio negativo nella storia istituzionale del Paese.

Nel suo intervento, il presidente uscente ha denunciato una «violazione aperta dello Stato di diritto e dell’indipendenza delle istituzioni», oltre a una «limitazione senza precedenti del diritto di voto». Tuttavia, ha spiegato di aver comunque firmato l’emendamento per rispetto della legalità costituzionale. «La mia firma è il sigillo finale dei miei doveri di presidente della Repubblica», ha affermato, sottolineando di aver sempre rispettato la Legge fondamentale. Allo stesso tempo, ha definito l’atto «una prova duratura» del fatto che «i valori fondamentali di una società libera» sono stati «calpestati per interesse di potere».

Secondo quanto previsto dalla legge, il mandato di Sulyok terminerà il giorno successivo all’entrata in vigore dell’emendamento. Le funzioni presidenziali saranno quindi assunte ad interim dalla presidente dell’Assemblea nazionale, Ágnes Forsthoffer, fino all’elezione del nuovo capo dello Stato. L’Assemblea nazionale provvederà successivamente a eleggere un presidente per un periodo massimo di cinque anni, in attesa dell’entrata in vigore della nuova Costituzione.

Le principali modifiche costituzionali

L’emendamento introduce numerosi cambiamenti istituzionali. Tra questi, il limite di 12 anni o tre mandati per i deputati e un tetto di età di 70 anni per i giudici costituzionali. Il mandato dei giudici della Corte costituzionale è ridotto da 12 a 9 anni, mentre il presidente sarà eletto internamente per tre anni.

Sono inoltre modificate le regole per la nomina e la revoca dei vertici della Kúria e dell’Ufficio giudiziario nazionale, con un ruolo più diretto dei giudici nella selezione dei candidati. Istituito anche un Ufficio nazionale per il recupero e la tutela del patrimonio pubblico, con funzioni di pubblico accusatore. Tra le altre novità, la riduzione della durata degli incarichi, l’eliminazione di alcune leggi cardinali e la soppressione della Guardia parlamentare a partire dal 1º ottobre.

L’emendamento approvato il 13 luglio con 139 voti favorevoli, 6 contrari e nessuna astensione, su proposta del primo ministro Péter Magyar. I gruppi Fidesz e KDNP hanno boicottato la seduta parlamentare.

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