Roma, 19 Luglio 2026 – La nuova escalation di tensione in Medio Oriente, con la chiusura dello stretto di Hormuz, riporta sotto pressione i prezzi dei carburanti. In Italia, il monitoraggio quotidiano del ministero delle Imprese segnala un aumento significativo, riaccendendo il dibattito politico ed economico.
Diesel sopra i 2 euro
Secondo il censimento diffuso ieri mattina, il prezzo medio del gasolio al self service, fuori dalla rete autostradale, ha raggiunto i 2,082 euro al litro. Si tratta di un incremento di 18,3 centesimi rispetto al 4 luglio, data in cui il Governo aveva concluso il ciclo degli sconti temporanei sulle accise. Il dato resta comunque inferiore di 10,2 centesimi rispetto ai picchi registrati a metà aprile, ma si colloca appena 2,1 centesimi sotto i livelli del 18 marzo, quando il Consiglio dei ministri intervenne con il primo taglio fiscale sui carburanti.
Le differenze territoriali risultano contenute ma significative: i prezzi più elevati si registrano a Bolzano (2,119 euro al litro) e in Sicilia (2,118), mentre solo Marche, Lazio e Umbria restano sotto la soglia dei 2,07 euro.
Anche sulla rete autostradale si conferma la tendenza al rialzo. La benzina al self service ha superato i 2 euro al litro, attestandosi a una media di 2,02 euro, mentre il diesel ha raggiunto i 2,155 euro. Un quadro che segnala chiaramente il ritorno della “febbre” dei carburanti, destinata a incidere sul dibattito pubblico nelle prossime settimane.
Il confronto politico sulle accise
Sul tema è intervenuto Antonio Misiani, responsabile economico del Partito Democratico, che ha sollecitato un intervento immediato: «riattivare in fretta il meccanismo delle accise mobili» utilizzando l’extragettito Iva derivante dai rincari.
Più prudente la posizione del Governo. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato: «se dovessimo tornare nuovamente ad agire lo faremo senza interrompere il percorso di risanamento dei conti, e con la flessibilità ottenuta in Europa». Tra il 18 marzo e il 3 luglio, le misure adottate hanno comportato un impegno di circa due miliardi di euro, rendendo meno scontato un nuovo intervento.
I limiti delle misure e le incognite future
Il taglio delle accise presenta criticità strutturali, tra cui un effetto regressivo che favorisce maggiormente i consumatori con maggiore capacità di spesa. Inoltre, il ricorso alle accise mobili garantisce effetti limitati e richiederebbe ulteriori coperture finanziarie. La clausola di salvaguardia sull’energia ottenuta in sede europea non può essere utilizzata per ridurre le accise, e un eventuale scostamento di bilancio appare complesso, anche alla luce della procedura Ue sui disavanzi eccessivi ancora in corso. Con l’avvicinarsi del periodo estivo e una campagna elettorale già avviata, l’aumento dei prezzi dei carburanti rischia di diventare un tema centrale nel confronto politico ed economico del Paese.