Hormuz: nuova escalation tra Usa e Iran

Washington, 14 Luglio 2026 – Lo Stretto di Hormuz continua ad essere il teatro dell’escalation tra Usa e Iran, con nuovi bombardamenti da entrambi i fronti. Dal Centocom la conferma dell’avvio della terza notte consecutiva di attacchi contro l’Iran, mentre Al Jazeera parla di esplosioni a Bandar Abbas e sull’isola di Kish.

Contestualmente, come riportato dagli Emirati Arabi Uniti, le forze iraniane hanno attaccato due navi uccidendo un membro dell’equipaggio e ferendo altre otto persone. In una nota diffusa su X il ministero della Difesa ha condannato espressamente quanto accaduto definendolo “una grave violazione e una chiara infrazione del diritto internazionale che minaccia la sicurezza e la stabilità regionale”.

Teheran non arretra. La Guardia rivoluzionaria rivendica gli attacchi contro alcuni depositi logistici, sistemi radar e infrastrutture della Quinta flotta americana in Bahrein, parlando di un’operazione condotta con missili e droni che avrebbero annientato il centro di controllo delle imbarcazioni a guida autonoma.

L’annuncio della ripresa delle ostilità

Il primo a parlare della ripresa delle ostilità è il presidente americano Donald Trump che prima in radio, parlando con il conduttore conservatore Hugh Hewitt, ha confermato gli attacchi tra lunedì e martedì, mentre al Congresso ha comunicato formalmente che gli attacchi iniziati il 7 luglio rappresentano “un’azione militare coerente con la mia responsabilità di proteggere gli americani e gli interessi degli Usa, sia in patria che all’estero”, non escludendo l’ipotesi di colpire anche l’impianto nucleare di Pickaxe Mountain.

Allo stesso tempo il presidente Usa ha avanzato l’ipotesi di imporre un pedaggio del 20% sui carichi in transito nello Stretto di Hormuz, cosicché gli Usa siano pagati per sorvegliare lo Stretto. Una posizione che contraddice quanto dichiarato in passato dal vicepresidente JD Vance e dal segretario di Stato Marco Rubio. Entrambi sostengono che nessun Paese può imporre pedaggi sulle vie navigabili internazionali, portando a esempio il diritto internazionale che vieta qualunque forma di tariffazione sulle rotte marittime vitali.

Araghchi: «Azioni criminali e provocatorie»

Dall’Iran, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, in una telefonata con il suo omologo cipriota, Constantinos Kombos, ha condannato duramente gli attacchi Usa definendoli atti “provocatori e criminali” sottolineando come questi mettano a repentaglio la pace e la sicurezza della Regione. Ha inoltre esortato la comunità internazionale a ritenere Washington responsabile della crisi in corso tra Usa e Iran.

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