Terremoti in Venezuela, oltre 4mila morti

 

Caracas, 11 Luglio 2026 – Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime dei due violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dal Governo, i morti sono saliti a 4.118, rispetto ai 3.889 comunicati in precedenza. Rimane invece stabile il numero dei feriti, pari a 16.740, mentre le persone assistite hanno raggiunto quota 29.966.

Le autorità parlano di una delle più gravi emergenze umanitarie degli ultimi anni, con migliaia di cittadini ancora senza casa e un imponente dispiegamento di uomini e mezzi impegnati nelle operazioni di soccorso.

Emergenza umanitaria

La situazione resta estremamente critica. Sono 86.794 le famiglie assistite, mentre 17.266 persone trovano accoglienza in 89 campi temporanei allestiti nelle aree colpite. Altre 17.907 risultano invece prive di un’abitazione. Pesante anche il bilancio dei danni materiali: 856 edifici sono stati danneggiati, di cui 190 completamente crollati.

Sul fronte degli aiuti, sono state distribuite 9.766 tonnellate di alimenti e oltre 13,9 milioni di litri d’acqua, nel tentativo di garantire i beni essenziali alla popolazione.

Le operazioni di emergenza proseguono senza sosta. Sul campo operano 3.454 soccorritori internazionali, affiancati da 30.076 membri delle forze di emergenza venezuelane e 29.843 volontari.

Nel frattempo, la terra continua a tremare: dal giorno del sisma sono state registrate 1.171 scosse di assestamento, che complicano le attività di ricerca, messa in sicurezza e ricostruzione.

Prosegue intanto la mobilitazione internazionale. Un secondo volo umanitario finanziato dall’Unione europea è atterrato in Venezuela per rafforzare la risposta all’emergenza. Il carico comprende forniture essenziali, incluse donazioni dell’Unione europea e dell’Irlanda. Bruxelles ha ribadito che il sostegno continuerà per supportare le operazioni di soccorso e la distribuzione dei beni di prima necessità nelle aree colpite

Tensioni durante la visita di Maduro Guerra

Momenti di tensione si sono verificati durante la visita nelle aree colpite di Nicolás Ernesto Maduro Guerra, noto come “Nicolasito”, figlio dell’ex presidente Nicolás Maduro, accompagnato dal deputato Jorge Arreaza. Secondo un reportage dell’emittente norvegese TV2, alcuni residenti del complesso Hugo Chávez hanno contestato la delegazione governativa. Una donna, Damely Yaneth Díaz, ha accusato direttamente Maduro Guerra, gridando: «Dovreste finire tutti in prigione. Io non ho perso una cucina, ho perso una figlia». L’inchiesta evidenzia inoltre come diversi edifici del programma abitativo risultino tra i più danneggiati, ipotizzando l’utilizzo di materiali scadenti e la costruzione su terreni non idonei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *