Roma, 8 Luglio 2026 – Sale la tensione tra Usa e Iran dopo l’ultima vasta operazione offensiva condotta contro ottanta obiettivi strategici iraniani, come confermano dal Centcom (Comando centrale delle Forze armate Usa) che su X parla di radar costieri, sistemi di difesa aere, reti di controllo, e decine di piccole imbarcazioni delle Guardie Rivoluzionarie “neutralizzate per indebolire la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso il corridoio commerciale internazionale (in riferimento allo Stretto di Hormuz, ndr)”.
L’attacco sarebbe una dura risposta all’ultimo dell’Iran ai danni di alcune navi mercantili nello Stretto tra cui la M/T Cyprus Prosperity, la M/T Al Rekayyat e la M/T Wedyan, giudicato una “ingiustificata aggressione” che costituirebbe “una grave violazione del cessate il fuoco” minando la “libertà di navigazione”.
Nuove sanzioni da Washington
A inasprire la situazione, gli Usa hanno reintrodotto alcune sanzioni sul petrolio dell’Iran revocando pertanto la deroga approvata lo scorso 21 giugno, ribadendo che il memorandum tra i due Paesi sia basato su risultati e che l’Iran ne potrà giovare a patto di dimostrare una corretta condotta” come spiegato ad Axios da un funzionario che ha evidenziato come “le azioni iraniane sono inaccettabili per gli States”. Intanto sembrerebbe che lo stesso Donald Trump abbia approvato il piano di attacco mentre è impegnato ad Ankara per il vertice della Nato.
In merito alla vicenda si è espresso anche il segretario generale Mark Rutte, che ha definito la risposta statunitense “assolutamente necessaria”.
La risposta di Teheran
Non si è fatta attendere la risposta da parte di Teheran, con le Guardie Rivoluzionarie che rivendicano di aver colpito decine di installazioni militari Usa in Kuwait e in Bahrein nell’ambito di un’operazione condotta con missili e droni. Il ministero degli Esteri iraniano ha puntato il dito contro Washington colpevole di aver violato il memorandum d’intesa parlando delle ritorsioni che seguiranno.
Allo stesso modo, su X, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, nonché capo negoziatore con Washington ha parlato di “gravi violazioni da parte degli Usa” sottolineando che “l’era del bullismo e delle estorsioni è finita” e che l’Iran non ha intenzione di piegarsi.