Ankara, 6 Luglio 2026 – Sale l’attesa per il vertice Nato che avrà inizio ufficialmente domani e si protrarrà fino all’8 luglio ad Ankara, nel Complesso presidenziale di Bestepe sul quale sono puntati i riflettori di tutto il Mondo anche per la consacrazione del ruolo turco nello scacchiere internazionale.
“Un’Europa più forte in una Nato più forte” lo slogan contenuto nella dichiarazione approvata dagli alleati dell’Alleanza, quasi a sottolineare l’importanza e il peso di quanto sul tavolo del vertice presieduto dal segretario generale Mark Rutte chiamato a guidare una Nato che sta attraversando uno dei momenti più delicati per quanto sta accadendo nello scacchiere internazionale.
Alla due giorni che inizia con una cena al palazzo presidenziale di Recep Tayyip Erdoğan che vede partecipare esclusivamente i 32 capi di Governo, prendono parte anche i leader del blocco AP4 (Asia-Pacific 4) a cui appartengono Giappone, Austria, Corea del Sud e Nuova Zelanda, a testimonianza dell’impegno e della direzione strategica sempre più attenta all’area dell’Indo-Pacifico.
I dossier
Tra gli argomenti sul tavolo del vertice Nato ci sono: le questioni legate alla sicurezza euro-atlantica, il rafforzamento del Fianco Sud, la produzione industriale nell’ambito della difesa, la situazione della guerra in Ucraina e il sostegno a Kiev. Non solo, i leader discuteranno anche del ruolo della Turchia. Tra questi un dossier in particolare spicca per importanza ed è quello inerente l’obiettivo del 5% di Pil entro il 2035 (sottoscritto anche da Roma) nell’ambito dell’aumento delle spese militari e sulle modalità con cui gli Alleati Nato intendono perseguirlo.
Sulla questione Ucraina il presidente Volodymyr Zelesnky, anche lui presente ad Ankara, ha ribadito di voler discutere con Donald Trump sulla situazione attuale sottolineando che «la determinazione dell’America è determinante» per raggiungere un cessate il fuoco.
La variabile Trump
Sul Summit alleggia poi proprio la variabile presidente Usa che, a meno di una settimana dal vertice di Ankara, ha commentato il rapporto con la Nato, «ridicolo» e «a senso unico». Il presidente statunitense ha inoltre lanciato tra domenica e lunedì un altro attacco alla premier Giorgia Meloni postando su Truth una foto con la scritta “serve un ordine restrittivo”. Non ha risparmiato neanche commenti sul funerale della Guida Suprema di Teheran, Ali Khamenei.