Caldo estremo in Spagna: sei Regioni in allerta

 

Barcellona, 4 Luglio 2026 – La Spagna affronta una nuova e intensa ondata di calore, con diverse Regioni in stato di allerta arancione per temperature elevate. Il livello di rischio più significativo riguarda Andalusia, Estremadura, Castiglia-La Mancia, Catalogna, Galizia e Madrid. In Aragona, Castiglia e León e nella Comunità Valenciana resta invece l’allerta gialla, indicativa di un rischio più contenuto.

In Estremadura l’allerta interessa l’intero territorio, con temperature che sfiorano i 40 °C. Valori simili sono attesi nella valle del Tago, in Castiglia-La Mancia, dove i termometri si avvicineranno alla stessa soglia.

Le condizioni più critiche si registrano in Andalusia. Le aree maggiormente colpite includono la valle del Guadalquivir a Jaén, la Sierra Morena, il Condado, le campagne di Cordova e Siviglia, oltre all’Andévalo e al litorale di Huelva. Qui, nelle ore centrali della giornata, le temperature potrebbero raggiungere i 42 °C. L’ondata di calore colpisce anche il Nord, un fatto meno frequente. La Galizia rientra tra le Regioni in allerta arancione: nell’entroterra di Ourense si prevedono picchi di 39 °C, mentre nelle Rías Baixas di Pontevedra e nel sud-ovest di A Coruña si registreranno circa 37 °C.

Si tratta di una situazione insolita per un’area generalmente meno esposta a fenomeni estremi di questo tipo. A Madrid, le temperature più elevate si concentrano nella Sierra (fino a 37 °C) e nell’area metropolitana e nel bacino dell’Henares, con massime di 39 °C.

Un’estate segnata da eventi estremi

L’Agenzia meteorologica spagnola (Aemet) ha diramato un avviso speciale, stimando che l’ondata di calore durerà almeno fino a martedì. Non si tratta di un episodio isolato: dal 1975 a oggi, metà delle dodici ondate di calore registrate a giugno si sono verificate dopo il 2015. La prima ondata dell’estate 2026, protrattasi per gran parte di giugno, ha già causato centinaia di morti attribuite alle alte temperature, secondo il sistema di sorveglianza del Ministero della Salute. Le autorità sanitarie raccomandano «di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, mantenere una corretta idratazione e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili».

Parallelamente, cresce la preoccupazione per gli incendi boschivi. Secondo il sistema europeo Effis, basato su immagini satellitari, in Spagna sono già andati in fumo circa 50.000 ettari dall’inizio dell’anno. Il Ministero per la transizione ecologica (Miteco) riporta invece 39.700 ettari fino al 21 giugno, sulla base delle comunicazioni ufficiali regionali. Giugno si conferma il mese più critico, con 15.900 ettari bruciati. Luglio, al momento, non ha registrato incendi di grande portata.

A livello territoriale, la Cantabria emerge con circa 15.500 ettari bruciati, il dato più alto del Paese. Un’anomalia rispetto alle aree storicamente più colpite, come Ourense, Zamora e León. Anche Álava registra valori superiori alla media storica, pur con circa 100 ettari bruciati.

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