Funerali Khamenei: leader globali a Teheran, assente l’Europa

 

Teheran, 3 Luglio 2026 – La Capitale iraniana si prepara a sei giorni di lutto nazionale per Ali Khamenei, l’ex Guida suprema uccisa il 28 febbraio in un attacco alla sua residenza nel centro di Teheran. Secondo le autorità iraniane, tra 15 e 20 milioni di persone potrebbero partecipare alle esequie, che si aprono questa settimana e si candidano a diventare il più grande funerale di Stato nella storia del Paese.

Il corpo è esposto per tre giorni al Grand Mosalla di Teheran, principale complesso di preghiera e sede delle cerimonie ufficiali. Le immagini diffuse dai media statali mostrano la bara avvolta in una bandiera rossa con la scritta “Ya Hussein”, simbolo sciita del martirio e del sangue versato ingiustamente.

Delegazioni internazionali e assenza europea

Alle cerimonie parteciperanno delegazioni provenienti da circa 30 Paesi. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha annunciato la presenza di almeno otto capi di Stato o di Governo e dei presidenti dei Parlamenti di dodici Nazioni. Tra gli ospiti figurano rappresentanti di Russia, Pakistan e Afghanistan. Mosca invierà Dmitry Medvedev come inviato speciale, mentre la Cina sarà rappresentata da un alto esponente dell’Assemblea nazionale del popolo. Presenti anche delegazioni da Iraq, Turchia, Azerbaigian, Armenia e diversi Paesi dell’Asia centrale.

Baghaei ha sottolineato che «i Paesi presenti si trovano dalla parte giusta della storia», accusando i Governi europei di una posizione «vergognosa» e confermando che nessun Paese europeo è stato formalmente invitato.

Il programma delle esequie

Il calendario delle commemorazioni si articolerà in più città simbolo. Dopo le cerimonie iniziali a Teheran, il corteo funebre proseguirà verso Qom. Eventi religiosi sono previsti anche a Najaf e Karbala, in Iraq, centri nevralgici dell’islam sciita. Il funerale conclusivo e la sepoltura si terranno a Mashhad, città natale di Khamenei, nei pressi del santuario dell’Imam Reza. Durante le celebrazioni, Teheran, Qom e Mashhad saranno soggette a chiusure diffuse, con limitazioni al traffico e allo spazio aereo.

Tensioni e incertezza sulla successione

Resta incerta la presenza pubblica di Mojtaba Khamenei, figlio e successore dell’ex leader, che non appare dall’attacco. Secondo fonti governative, la sua assenza sarebbe legata a motivi di sicurezza.

Nel frattempo, i vertici militari iraniani hanno lanciato un monito agli Stati Uniti e a Israele. Il comando congiunto ha avvertito: «Evitate qualsiasi errore di calcolo», promettendo «risposte dure» a eventuali minacce.

Il comandante dei Pasdaran Ahmad Vahidi ha dichiarato che «il sangue puro del nostro imam martire segnerà un’altra svolta», mentre altri alti ufficiali hanno ribadito l’intenzione di «vendicare» l’uccisione.

Concluso il periodo di lutto, l’attenzione si sposterà sulla transizione del potere e sulla ripresa dei colloqui con gli Usa, anche in relazione allo stretto di Hormuz. Le autorità iraniane hanno già avvertito che qualsiasi interferenza sarà affrontata con «una risposta immediata e decisiva».

 

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