Corte Usa, lo ius soli non sarà abolito

 

Washington, 1 Luglio 2026 – La Corte Suprema Usa ha stabilito con chiarezza che Chi nasce negli Usa è un cittadino americano” segnando di fatto un durissimo colpo alla politica migratoria del presidente Donald Trump che ha tentato di eliminare lo ius soli con un decreto esecutivo, ritenendolo un simbolo della cultura cosiddetta woke.

John Roberts, presidente della Corte Suprema ha letto la sentenza ricordando come il 14° emendamento del 1868 consideri cittadino Usaogni persona nata libera in questa terra”. «Oggi manteniamo quella promessa» ha ribadito Roberts. Contestualmente però la Corte ha confermato il via libera al divieto per le atlete transgender di prendere parte alle competizioni femminili. Per la sua complessità la questione ha mostrato un nervo scoperto palesando come anche all’interno della stessa Corte non tutti hanno accolto con favore la sentenza.

Trump: «Ius soli, un male per il Paese»

La replica di Donald Trump non si è fatta attendere. Con un messaggio sul suo social Truth ha parlato dello ius soli definendolo un male per il Paese portando come esempio la Cina e Xi Jinping che non riconoscono la cittadinanza per nascita invitando il Congresso ad agire, chiedendo che vari una legge che cancelli questa “ingiusta e costosa pratica” rimarcando che “non è necessario alcun emendamento costituzionale”, assicurando in conclusione il suo pieno sostegno. Una questione complessa che si inserisce nel quadro delle elezioni di midterm considerando che molti conservatori sono comunque favorevoli allo ius soli. Inoltre secondo gli esperti nessuno tra chi ambisce alla Casa Bianca si cimenterebbe su un terreno così franoso che rischierebbe di trasformarsi in un flop per la propria corsa elettorale.

Anche il vice presidente JD Vance si schiera con l’inquilino della Casa Bianca parlando diuna sentenza deludente” e di un “gravissimo errore” ritenendo che l’amministrazione Trump proseguirà nella sua battaglia in merito alla politica migratoria. «Abbiamo valide argomentazioni, dobbiamo continuare a batterci» ha evidenziato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *